"You must speak openly and honestly about depression, anxiety and therapy. I was diagnosed depression many years ago . Sitting in chair with the therapist , this is not make me broken, this is not make me weak. There are many people here tonight with depression or anxiety and they keep to themselves, do not: speak to your friends, speak to your family and you able to go to the therapist. It gets better. I understand the darkness, the loneliness. Your life is always worth living. Always"
Dan Reynolds
-Lizzie
Questo Blog è come l'Isola che non c'è: non saprai mai se esiste davvero ed è caotico come il Paese delle Meraviglie, quindi seguite il Bianconiglio e venite a perdervi con noi...
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lunedì 17 settembre 2018
sabato 15 settembre 2018
La vita non accetta programmi
La vita non va mai come programmiamo: è una cosa che ho imparato anni fa, ma di recente ne ho avuto un'ulteriore conferma; o meglio, quest'estate in generale è stata un continuo riaffermarsi di questo dato di fatto: l'estate della maturità, il pensiero che più ti consola quando suona la campanella dell'ultimo giorno e tutti corrono a festeggiare, mentre tu hai a malapena il tempo di pranzare perché ehi! tra dieci giorni inizia l'esame.... Eppure pensi al divertimento che ti aspetta non appena metterai il piede fuori da scuola il giorno dell'orale, a tutte le tue ansie che, come per magia, se ne andranno e al puro relax che ti si prospetta: ecco ciò che hai in programma e non vedi l'ora che arrivi quel momento, ma, non appena arriva, ti rendi conto che non è come speravi perché quell'ansia che credevi ti avrebbe abbandonato in realtà non se ne va e tutti i tuoi buoni propositi si trasformano in pomeriggi passati a guardare video trash sul cellulare e realizzi che la più grande avventura che vivrai sarà andare a comprare il pane in pigiama cinque minuti prima che il negozio chiuda. Apparentemente sembra inutile programmare la nostra vita sapendo che non andrà mai come vogliamo, ma a quanto pare non possiamo farne a meno. Eppure..... vi è mai capitato che, ad esempio, una serata vada esattamente come avevate previsto? Che sia tutto assolutamente perfetto, senza la minima ombra di sbavatura? A me è successo un paio di volte e quasi sempre mi sono ritrovata annoiata a metà serata poiché sapevo esattamente cosa sarebbe successo dopo: nessuna sorpresa, niente imprevisti, ma solo certezze che smorzavano ogni magia.
Pertanto, quando qualcosa non va come avevate previsto (e credetemi, conosco sin troppo bene quell'ansia terribile che ti assale quando le cose non vanno secondo i piani e dunque rivolgo questo consiglio principalmente a me stessa), accettate il fatto e vivete ciò che vi si prospetta come un'avventura perché una cosa è certa: nella vita ciò che deve accadere accadrà, ma sta a noi decidere come vivere un evento, è nostra la decisione di vedere un fatto come una disgrazia o come un'avventura perché, alla fine, siamo noi che decidiamo, spesso inconsciamente, se un evento è positivo o negativo.
-Lizzie
Pertanto, quando qualcosa non va come avevate previsto (e credetemi, conosco sin troppo bene quell'ansia terribile che ti assale quando le cose non vanno secondo i piani e dunque rivolgo questo consiglio principalmente a me stessa), accettate il fatto e vivete ciò che vi si prospetta come un'avventura perché una cosa è certa: nella vita ciò che deve accadere accadrà, ma sta a noi decidere come vivere un evento, è nostra la decisione di vedere un fatto come una disgrazia o come un'avventura perché, alla fine, siamo noi che decidiamo, spesso inconsciamente, se un evento è positivo o negativo.
-Lizzie
lunedì 10 settembre 2018
La frase della settimana
"Se compri cose di cui non hai bisogno presto sari costretto a vendere cose di cui hai bisogno"
-Warren Baffet
-Warren Baffet
Fleur
lunedì 3 settembre 2018
La frase della settimana
"è difficile aver fallito, ma è peggio non aver mai provato"
Alice Guy
-Lizzie
Alice Guy
-Lizzie
giovedì 30 agosto 2018
Quanto vale una donna?
Sono già passati un po' di mesi da quando, durante un litigio di cui non ricordo più la causa scatenante, mia sorella mi disse <<Io ho dei ragazzi che mi vengono dietro mentre tu no>> (ps. nonostante io non ricordi il tema della litigata, questa frase non centrava nulla con essa). Nonostante sia passato del tempo da quando la rabbia le fece pronunciare questa affermazione, il cui scopo era offendermi, di recente mi è capitato di rifletterci ed un pensiero ha preso forma nella mia mente: il valore di una ragazza è direttamente proporzionale al numero di ragazzi che le "vanno dietro"? Noi esistiamo solo come oggetto per essere usate dagli uomini e pertanto, se essi non ci desiderano, siamo degli "scarti" senza alcun valore?
Sono più che sicura che mia sorella non intendesse tutto questo, ma volesse semplicemente farmi notare che lei era migliore di me poiché desiderata dall'altro sesso, eppure, a mio parere, questo dice tanto sulla concezione della donna nella nostra società: noi siamo dei trofei che gli uomini devono conquistare e ovviamente essi ambiscono ai premi migliori e non a quelli di "consolazione"; spesso non ci facciamo caso, ma noi donne (e lo facciamo tutte, compresa la sottoscritta) valutiamo noi stesse in base a "criteri maschili", come la grandezza del seno o la lunghezza dei capelli, mentre raramente diamo peso alla nostra intelligenza, caratteristica che molti uomini considerano irrilevante se non addirittura fastidiosa. Più di una volta ho avuto una conversazione del genere con mio padre:
<<Perché tieni sempre i capelli legati, non ti stanno bene>>
<<Li lego perché sono più comodi>>
<<Le donne con i capelli sciolti sono piacciono di più ai ragazzi, ricordatelo>>
Quando anche il tuo stesso padre ti valuta come se fossi un oggetto di desiderio per il suo genere (nonostante non voglia che tu abbia un fidanzato) capisci che c'è un problema.
Spesso i parenti di una ragazza le rivolgono commenti tipo <<Ti sei fatta davvero una bella ragazza, scommetto che hai una fila di ammiratori>>, mentre rarissimamente le viene detto <<Sei davvero intelligente e volenterosa, scommetto che tanti ragazzi vorrebbero uscire con te>>.
In sostanza, mie care ragazze, il nostro valore spesso coincide con la nostra bellezza e purtroppo siamo spesso valutate in base a criteri puramente estetici, ma questa situazione può cambiare (vi giuro che ci sono anche dei ragazzi che prediligono una ragazza intelligente rispetto ad una bella) e pertanto sta a noi dimostrare che il nostro valore non è direttamente proporzionale alla nostra bellezza esteriore.
PS: una ragazza può essere intelligente e bellissima, l'una non deve per forza escludere l'altra, l'importante è non trascurare il vostro cervello solo per piacere ai ragazzi.
-Lizzie
Sono più che sicura che mia sorella non intendesse tutto questo, ma volesse semplicemente farmi notare che lei era migliore di me poiché desiderata dall'altro sesso, eppure, a mio parere, questo dice tanto sulla concezione della donna nella nostra società: noi siamo dei trofei che gli uomini devono conquistare e ovviamente essi ambiscono ai premi migliori e non a quelli di "consolazione"; spesso non ci facciamo caso, ma noi donne (e lo facciamo tutte, compresa la sottoscritta) valutiamo noi stesse in base a "criteri maschili", come la grandezza del seno o la lunghezza dei capelli, mentre raramente diamo peso alla nostra intelligenza, caratteristica che molti uomini considerano irrilevante se non addirittura fastidiosa. Più di una volta ho avuto una conversazione del genere con mio padre:
<<Perché tieni sempre i capelli legati, non ti stanno bene>>
<<Li lego perché sono più comodi>>
<<Le donne con i capelli sciolti sono piacciono di più ai ragazzi, ricordatelo>>
Quando anche il tuo stesso padre ti valuta come se fossi un oggetto di desiderio per il suo genere (nonostante non voglia che tu abbia un fidanzato) capisci che c'è un problema.
Spesso i parenti di una ragazza le rivolgono commenti tipo <<Ti sei fatta davvero una bella ragazza, scommetto che hai una fila di ammiratori>>, mentre rarissimamente le viene detto <<Sei davvero intelligente e volenterosa, scommetto che tanti ragazzi vorrebbero uscire con te>>.
In sostanza, mie care ragazze, il nostro valore spesso coincide con la nostra bellezza e purtroppo siamo spesso valutate in base a criteri puramente estetici, ma questa situazione può cambiare (vi giuro che ci sono anche dei ragazzi che prediligono una ragazza intelligente rispetto ad una bella) e pertanto sta a noi dimostrare che il nostro valore non è direttamente proporzionale alla nostra bellezza esteriore.
PS: una ragazza può essere intelligente e bellissima, l'una non deve per forza escludere l'altra, l'importante è non trascurare il vostro cervello solo per piacere ai ragazzi.
-Lizzie
martedì 28 agosto 2018
La frase della settimana
"Le citazioni sono l'arte di ripetere in modo sbagliato le parole di altri"
Fleur
giovedì 23 agosto 2018
Parliamo di.... Mestruazioni
Tra gli argomenti considerati tabù un posto speciale è riservato alle mestruazioni: nonostante esse interessino quotidianamente migliaia di donne in tutto il mondo, parlare di quel flusso di sangue che permette la procreazione sembra essere quasi un reato, tanto che negli Stati Uniti pare sia stata censurata una pubblicità del marchio "Thinx" (specializzato nella produzione di mutande assorbenti per il ciclo) solo poiché recava la parola "mestruazioni". Sin da piccole viene insegnato alle ragazze a vergognarsi del proprio corpo ed il ciclo è indubbiamente una di quelle cose che ci fanno vergognare di più, il che è un paradosso visto che tutte noi donne dobbiamo conviverci per circa quarant'anni e probabilmente tutti gli uomini che si indignagno quando sentono parlare di questo argomento dovrebbero ricordarsi che, se la loro madre non avesse avuto le mestruazioni, loro non sarebbero mai nati. Di recente ho letto il libro "Questo è il mio sangue" di Elise Thiébaut e devo ammettere che è stata una delle letture più illuminanti della mia vita: in esso l'autrice affronta diversi temi, dal tentativo di comprendere da dove derivi questo tabù fino al problema degli assorbenti e conclude parlando dell'endometriosi, una malattia tanto comune quanto sconosciuta che comporta infertilità nel 40% delle donne che ne sono affette. Oltre a consigliarvi caldamente questa lettura, vorrei discutere con voi riguardo al tema degli assorbenti: in quanto donna ogni mese mi trovo a stretto contatto con essi e scoprire non solo che manca l'elenco degli ingredienti, ma anche che in essi troviamo tracce di sostanze come diossina,, BHT, pesticidi o erbicidi ed anni fa, in alcuni tamponi interni, sono state trovate tracce dell'Agente Arancio, un gas tossico utilizzato in Vietnam che ancora oggi causa infertilità tra la popolazione. Come se non bastasse, gli assorbenti sono tassati come beni di lusso, come per dire alle donne <<Ecco, tieni, paga un sacco di soldi per un prodotto che non solo metterà a rischio la tua fertilità, ma inquinerà l'ambiente. E non dimenticarti che dovrai comprarli ogni singolo mese per circa quarant'anni>>. Pertanto mentre la coca cola rientra tra i beni tassati come di prima necessità, i fondamentali assorbenti rientrano tra i beni di lusso, assieme a diamanti e super macchinone. Ovviamente esistono delle alternative agli assorbenti classici, come la coppetta mestruale, le spugne apposite, le mutandine assorbenti precedentemente citate oppure, per le più avventurose, il metodo del flusso libero, che consiste nel trattenere il flusso all'interno del proprio corpo per poi svuotarlo appena si va in bagno (un po' come la pipì insomma), ma tutte queste alternative sono poco pubblicizzate e spesso le donne non ne sono neanche a conoscenza.
In alcune parte del mondo non esistono gli assorbenti e ciò aumenta ancora di più la discrepanza sociale tra uomo e donna poiché queste ultime sono costrette a rimanere a casa durante la settimana del ciclo e ciò impedisce alle ragazze di andare a scuola ed è una delle cause per cui, nell'ambito lavorativo, si tende a preferire gli uomini.
Quello delle mestruazioni è un tema così tanto tabù che spesso le donne patiscono in silenzio dolori atroci poiché non hanno il coraggio di parlarne con nessuno, senza sapere che potrebbero soffrire di endometriosi, una malattia abbastanza grave, che può anche causare infertilità e che è curabile. Pertanto ragazze vi esorto non solo a parlare di questo argomento in generale, ma se soffrite di forti dolori mestruali consultate un medico (o meglio ancora un ginecologo) perché potreste soffrire di endometriosi ed esistono delle cure per questa malattia.
-Lizzie
In alcune parte del mondo non esistono gli assorbenti e ciò aumenta ancora di più la discrepanza sociale tra uomo e donna poiché queste ultime sono costrette a rimanere a casa durante la settimana del ciclo e ciò impedisce alle ragazze di andare a scuola ed è una delle cause per cui, nell'ambito lavorativo, si tende a preferire gli uomini.
Quello delle mestruazioni è un tema così tanto tabù che spesso le donne patiscono in silenzio dolori atroci poiché non hanno il coraggio di parlarne con nessuno, senza sapere che potrebbero soffrire di endometriosi, una malattia abbastanza grave, che può anche causare infertilità e che è curabile. Pertanto ragazze vi esorto non solo a parlare di questo argomento in generale, ma se soffrite di forti dolori mestruali consultate un medico (o meglio ancora un ginecologo) perché potreste soffrire di endometriosi ed esistono delle cure per questa malattia.
-Lizzie
lunedì 20 agosto 2018
La frase della settimana
"I'm swimming in the smoke
Of bridges i've burned
So don't apologize, i'm losing what i don't deserve"
"Burning in the skies"- Linkin Park
-Lizzie
Of bridges i've burned
So don't apologize, i'm losing what i don't deserve"
"Burning in the skies"- Linkin Park
-Lizzie
lunedì 6 agosto 2018
La frase della settimana
"Lead me on my dreams among different time and space. To share hope with nations and believers. To observe with modesty the pure truth and to reveal prudently the magic and the mystery"
Varda Carmeli
-Lizzie
Varda Carmeli
-Lizzie
mercoledì 1 agosto 2018
Hard Times, Tempi Difficili Charles Dickens
Titolo: Hard Times
Autore: Charles Dickens
Composto nel 1854, Hard Times è un romanzo sociale, che attraverso le vicende della famiglia Gradgrind ritrae gli effetti della Seconda Rivoluzione Industriale, all'interno del contesto urbando Londinese.
Temi centrali del romanzo sono: il degrado urbano e l'inquinamento apportato dalla produzione delle fabbriche; le miserabili condizioni di vita dei lavoratroi proletari e la frote critica mossa alla filiosofia dell'utilitarianismo, alla quale è sottoposto ogni rapporto umano.
Il degrado urbano viene enfatizzato da Dickens attraverso la suggestiva descrizione di "Coke Town", città immaginaria situata nel Nort dell'Inghilterra, sommersa dal nero fumo delle ciminiere alimentate a carbone, fumo che impedisce la vista del sole.
Nella città è assente qualsiasi esempio di solidarietà sociale, tant'è vero che le calssi lavoratrici mancano di qualsiasi tipo di servizio, come per esempio quello abitativo e quello sanitario: costretti a vivare in squallidi quartieri operai, i lavoratori trascorrono le loro giornate in fabbrica e, cagionevoli di un livello adeguato di istruzione, sono impossibilitati ad appellarsi alla legge per conoscere e far rispettare i prorpi dirittti.
La totale indifferenza per le condizioni di vita dei più deboli è giustificata dalla filosofia insegnata nella scuola del signor Gradgrind, la quale ha come cardine il materialismo e l'utilitarianismo: esiste e possiede valore unicamente ciò che è concreto e dal quale è possibile trarre un qualche vantaggio materiale; sentimenti, emozioni, sogni oltre ad essere inesistenti, devono essere soppressi in quanto impediscono all'uomo di vivere in modo autentico e di dedicarsi completamente ai "fatti".
Il fallimento di questa filosofia di vita e il disappunto provato Dickens nei confronti della Londra industriale si riscontra nella trama, la quale rivela il fallimento del materialismo in favore dei valori umani e dei sentimenti. Essa possiede un narratore esterno, il quale seppur onniscente disvela lentamente i fatti accaduti, permettendo al lettore di riflettere su temi importati quali: l'educazione, grazie all'accurata descrizione fornitaci circa il sistema scolastico basato sull'utilitarianismo, descrizione che ci permette di scorgere ancora preoccupanti punti di incontro con le problematiche dell'odierno metodo educativo, quli: l'impersonalità dell'approccio educatico, la mancanza di un sufficiente spazio di intervento e partecipazione per l'alunno, la volontà di favorire l'aspetto nozionistico più di quello logico-creativo; il ruolo della donna, nettamente subordinata all'uomo, relaegata in casa nel ruolo prima di figlia e successivamente di sposa, oppure di governante. La descrizione del mondo femminile offertaci da Dickens non è positiva, ma parziale e influenzata dai pregiudizi tipici dell'epoca vittoriana. La descrizione dell'infanzia, è invece accurata e attenta: l'autore pone molta attenzione nei confronti dell'universo del bambino e soprattutto denuncia la mancanza di particolari cure nei confronti dei più piccoli, spesso considerati semplicemente degli adulti imperfetti. Infine la lettura di Hard Times suscita una profonda riflessione sul tempa dalla ricchezza, della sua distribuzione e del suo utilizzo, condotta dall'autore cin temi imparziali i quali ci permettono di equiparare la soggezione della nostra società al controllo del denaro e della moneta, la quale ci impedisce di scorgere un bisogno autentico nell'altro e ci trasforma in macchine assetate di fatti.
Consiagli la lettura di questo libro diverso da quelli a cui siamo abituati, perchè appartenente a una corrente letteraria con canoni, esigenze e tempi differenti dai nostri, tuttavia la lentezza dello scorrere delle pagine ha favorito la comprensione delle parole e delle esigenze dell'autore, insomma un interessante tuffo nel passato per acquisire una più profonda consapevolezza del'oggi.
Autore: Charles Dickens

Composto nel 1854, Hard Times è un romanzo sociale, che attraverso le vicende della famiglia Gradgrind ritrae gli effetti della Seconda Rivoluzione Industriale, all'interno del contesto urbando Londinese.
Temi centrali del romanzo sono: il degrado urbano e l'inquinamento apportato dalla produzione delle fabbriche; le miserabili condizioni di vita dei lavoratroi proletari e la frote critica mossa alla filiosofia dell'utilitarianismo, alla quale è sottoposto ogni rapporto umano.
Il degrado urbano viene enfatizzato da Dickens attraverso la suggestiva descrizione di "Coke Town", città immaginaria situata nel Nort dell'Inghilterra, sommersa dal nero fumo delle ciminiere alimentate a carbone, fumo che impedisce la vista del sole.
Nella città è assente qualsiasi esempio di solidarietà sociale, tant'è vero che le calssi lavoratrici mancano di qualsiasi tipo di servizio, come per esempio quello abitativo e quello sanitario: costretti a vivare in squallidi quartieri operai, i lavoratori trascorrono le loro giornate in fabbrica e, cagionevoli di un livello adeguato di istruzione, sono impossibilitati ad appellarsi alla legge per conoscere e far rispettare i prorpi dirittti.
La totale indifferenza per le condizioni di vita dei più deboli è giustificata dalla filosofia insegnata nella scuola del signor Gradgrind, la quale ha come cardine il materialismo e l'utilitarianismo: esiste e possiede valore unicamente ciò che è concreto e dal quale è possibile trarre un qualche vantaggio materiale; sentimenti, emozioni, sogni oltre ad essere inesistenti, devono essere soppressi in quanto impediscono all'uomo di vivere in modo autentico e di dedicarsi completamente ai "fatti".
Il fallimento di questa filosofia di vita e il disappunto provato Dickens nei confronti della Londra industriale si riscontra nella trama, la quale rivela il fallimento del materialismo in favore dei valori umani e dei sentimenti. Essa possiede un narratore esterno, il quale seppur onniscente disvela lentamente i fatti accaduti, permettendo al lettore di riflettere su temi importati quali: l'educazione, grazie all'accurata descrizione fornitaci circa il sistema scolastico basato sull'utilitarianismo, descrizione che ci permette di scorgere ancora preoccupanti punti di incontro con le problematiche dell'odierno metodo educativo, quli: l'impersonalità dell'approccio educatico, la mancanza di un sufficiente spazio di intervento e partecipazione per l'alunno, la volontà di favorire l'aspetto nozionistico più di quello logico-creativo; il ruolo della donna, nettamente subordinata all'uomo, relaegata in casa nel ruolo prima di figlia e successivamente di sposa, oppure di governante. La descrizione del mondo femminile offertaci da Dickens non è positiva, ma parziale e influenzata dai pregiudizi tipici dell'epoca vittoriana. La descrizione dell'infanzia, è invece accurata e attenta: l'autore pone molta attenzione nei confronti dell'universo del bambino e soprattutto denuncia la mancanza di particolari cure nei confronti dei più piccoli, spesso considerati semplicemente degli adulti imperfetti. Infine la lettura di Hard Times suscita una profonda riflessione sul tempa dalla ricchezza, della sua distribuzione e del suo utilizzo, condotta dall'autore cin temi imparziali i quali ci permettono di equiparare la soggezione della nostra società al controllo del denaro e della moneta, la quale ci impedisce di scorgere un bisogno autentico nell'altro e ci trasforma in macchine assetate di fatti.
Consiagli la lettura di questo libro diverso da quelli a cui siamo abituati, perchè appartenente a una corrente letteraria con canoni, esigenze e tempi differenti dai nostri, tuttavia la lentezza dello scorrere delle pagine ha favorito la comprensione delle parole e delle esigenze dell'autore, insomma un interessante tuffo nel passato per acquisire una più profonda consapevolezza del'oggi.
"Perchè mi hai dato la vita e mi hai tolto tutte quelle cose inapprezzabili che la distinguono dallo stato di chi è consapevole di essere morto? Dove sono le grazie della mia anima? Dove i sentimenti del mio cuore? Che hai fatto, papà, che hai fatto del giardino che avrebbe potuto fiorire una volta in questo grande deserto!" -Louisa Gradgrind.
Fleur
Nicoletta Manni

Nicoletta Manni nasce in provincia di Lecce nel 1991; a 13 anni viene ammessa alla Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala.
Nel 2009, dopo essersi diplomata, entra a far parte dello Staatsballett di Berlino, dove rimane per tre stagini danzando in "Les Sylphides", "Il Lago dei Cigni" e "Lo Schiaccianoci" di Patrice Bart; "La Esmeralda" di Pepita e Yuri Byrlaka; "Caravaggio" di Mauro Bigonzetti; "Romeo e Giulietta" di John Cranko; prende parte a "Cenerentola" e "Spring" di Vladimir Malakhov.
Nella primavera 2013 entra a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla scala e debutta nel ruolo di Myrtha in "Giselle". Ne "Il Lago dei Cigni" di Rudolf Nureyev è nel cast dei quattro grandi cigni e nelle recite di ottobre debutta nel ruolo di Odette. Sempre nel corso della staigone 2013/2014, in "Jewels" di George Balanchine debutta nella coppia principale di "DIamons" e, come ballerina solista, di "Rubies".
Nell'aprile 2014 è Prima Ballerina del Teatro alla Scala dove ha interpretato il ruolo di protagonista in "Lo Schiaccianoci " di Nacho Duato, "Giselle" ed "Excelsior".
Nel corso del Gala per il 23° Festival Internazionale di Baletto di Lodz presenta Gran Pas Classique e il passo a due da "Don Chisciotte". Nell'autunno 2015 debutta nel ruolo di Manon e nel ruolo di Cenerentola. Si è esibita nei ruoli principali in "Il Giardino degli Amanti" nel 2016 e in "La Dame aux camélias" nel 2017.
Ha ricevuto diversi riconoscimenti quali nel 2012 il Premio Roma Danza, nel 2014 Danza&Danza come migliore ballerina dell'anno ed è stata candidata al Premio Benios de la Danse2015 grazie alla sua interpretazione nel ruolo femminile di "Le Jeune Homme et le Morte", che ha presentato per la prima volta al Teatro alla Scala accanto a Ivan Vasiliev nel marzo 2014.
Nel 2009, dopo essersi diplomata, entra a far parte dello Staatsballett di Berlino, dove rimane per tre stagini danzando in "Les Sylphides", "Il Lago dei Cigni" e "Lo Schiaccianoci" di Patrice Bart; "La Esmeralda" di Pepita e Yuri Byrlaka; "Caravaggio" di Mauro Bigonzetti; "Romeo e Giulietta" di John Cranko; prende parte a "Cenerentola" e "Spring" di Vladimir Malakhov.
Nella primavera 2013 entra a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla scala e debutta nel ruolo di Myrtha in "Giselle". Ne "Il Lago dei Cigni" di Rudolf Nureyev è nel cast dei quattro grandi cigni e nelle recite di ottobre debutta nel ruolo di Odette. Sempre nel corso della staigone 2013/2014, in "Jewels" di George Balanchine debutta nella coppia principale di "DIamons" e, come ballerina solista, di "Rubies".
Nell'aprile 2014 è Prima Ballerina del Teatro alla Scala dove ha interpretato il ruolo di protagonista in "Lo Schiaccianoci " di Nacho Duato, "Giselle" ed "Excelsior".
Nel corso del Gala per il 23° Festival Internazionale di Baletto di Lodz presenta Gran Pas Classique e il passo a due da "Don Chisciotte". Nell'autunno 2015 debutta nel ruolo di Manon e nel ruolo di Cenerentola. Si è esibita nei ruoli principali in "Il Giardino degli Amanti" nel 2016 e in "La Dame aux camélias" nel 2017.
Ha ricevuto diversi riconoscimenti quali nel 2012 il Premio Roma Danza, nel 2014 Danza&Danza come migliore ballerina dell'anno ed è stata candidata al Premio Benios de la Danse2015 grazie alla sua interpretazione nel ruolo femminile di "Le Jeune Homme et le Morte", che ha presentato per la prima volta al Teatro alla Scala accanto a Ivan Vasiliev nel marzo 2014.
martedì 31 luglio 2018
Se questo è un uomo Primo Levi
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Fleur
La frase della settimana
"Il viaggio è qualcosa che deve sempre ancora venire e sta sempre ancora dietro l'angolo."
-Claudio Magris, L'infinito Viaggiare.
Fleur
lunedì 23 luglio 2018
La frase della settimana
"Aleggiava da sempre intorno a Johnny una vaga, gratuita, ma pleased and pleasing reputazione d'impraticità, di testa fra le nubi, di letteratura in vita"
Beppe Fenoglio- "Il partigiano Johnny"
-Lizzie
Beppe Fenoglio- "Il partigiano Johnny"
-Lizzie
martedì 17 luglio 2018
Shutter Island
"Shutter Island"
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: Laeta Kalogridis
Cast: Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Michelle Williams, Ben Kingsley, Emily Mortimer
All'agente federale Teddy Daniels spetta un caso alquanto singolare: viene mandato a Shutter Island, un manicomio criminale di massima sicurezza situato su un'isola, da cui una paziente è misteriosamente fuggita. Nonostante l'assegnazione del caso sembri casuale, essa non lo è: Teddy Daniels ha chiesto esplicitamente di essere mandato a Shutter Island poiché qui si trova Andrew Laeddis, il piromane che anni prima fece scoppiare un incendio nel palazzo in cui l'agente federale abitava, uccidendone l'amata moglie Dolores. Le ricerche di Rachel Solando, la donna misteriosamente fuggita, proseguono ed essa viene anche ritrovata, ma Teddy non è convinto di ciò e sente che manca qualcosa, che ci sono dei segreti riguardo questo misterioso luogo e pertanto decide di proseguire la sua indagine, grazie anche all'aiuto del suo nuovo assistente, per smascherare tutti i segreti di questo manicomio di massima sicurezza, in cui apparentemente non vengono rinchiusi veri malati, ma solo persone che hanno opinioni "scomode" o che risultano pericolose per la società a causa delle loro idee....
Un film intenso e travolgente, che cattura dall'inizio alla fine: a partire dall'ambientazione non propriamente tradizionale (un manicomio criminale su di un'isola praticamente disabitata) fino ad un'indagine che svelerà segreti terribili e oscuri. Incredibile la fotografia, impeccabile la regia di Scorsese (il duo Scorsese- DiCaprio non delude mai) e sorprendente, nonché intrigante, il finale.
-Lizzie
lunedì 16 luglio 2018
La frase della settimana
"E' dolce, quando i venti sconvolgono le distese del vasto mare,
Guardare da terra il grande travaglio di altri;
Non già perchè l'altrui tormento procuri giocondo diletto,
Bensì perchè t'allieta vedere da quali affanni sei immune."
-Lucrezio
-Lucrezio
Fleur
lunedì 9 luglio 2018
La frase della settimana
"Sono passate due settimane da quando l'ho perduto...vengo quì e immagino il luogo dove sia raccolto tutto ciò che ho perso fin dagli anni dell'infanzia. Se fosse così, non faccio altro che ripeterlo, forse, in fondo al campo,all'orizzonte, apparirebbe una figura...dapprima minuscola e poi sempre piu grande...fino a che non riconoscerei Tommy...Tommy che mi saluta, che mi chiama...ma non voglio che la fantasia prenda il sopravvento, non posso permetterlo. Continuo a ripetermi che comunque sono stata fortunata a passare del tempo con lui, quello di cui non sono sicura che le nostre vite siano tanto diverse da quelle delle persone che salviamo...tutti completiamo un ciclo...forse nessuno ha compreso veramente la propria vita, nè sente di aver vissuto abbastanza"
Non Lasciarmi
-Lizzie.
Non Lasciarmi
-Lizzie.
giovedì 5 luglio 2018
Umberto Saba Mio padre fu per me l'assassino
Mio padre è stato per me «l’assassino»,
fino ai vent’anni che l’ho conosciuto.
Allora ho visto ch’egli era un bambino,
e che il dono ch’io ho da lui l’ho avuto.
Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,
un sorriso, in miseria, dolce e astuto,
Andò sempre pel mondo pellegrino;
più d’una donna l’ha amato e pasciuto.
Egli era gaio e leggero; mia madre
tutti sentiva della vita i pesi.
Di mano ei gli sfuggì come un pallone.
«Non somigliare – ammoniva – a tuo padre».
Ed io più tardi in me stesso lo intesi:
eran due razze in antica tenzone.
Fleur
I migliori film in costume
Cercare dei buoni film in costume è sempre molto difficile sia perché non sono spesso facili da trovare sia perché molte volte sono abbastanza mediocri. Ecco quindi alcuni consigli se state cercando un buon film in costume:
-"Royal Affair"
Regia: Nikolaj Arcel
Cast: Alicia Vikander. Mads Mikkelsen, Mikkel Folsgaard, Tryne Dyrholm, David Dencik
Ambientato nella Danimarca del '700, racconta la storia del giovane re Christian VII e di sua moglie Caroline Mathilde, la quale, appena sedicenne, si trova sposata ad un uomo con diversi problemi mentali. La vita della ragazza cambierà quando il marito porterà a corte un giovane medico libertino, il dottor Struensee, grazie a cui si attueranno importanti riforme civili che miglioreranno la vita in una Danimarca fredda e conservatrice. Tra il medico e la regina scoppierà anche la scintilla, ma la loro relazione non potrà portare a niente di buono.
-"Anna Karenina"
Regia: Joe Wright
Cast: Kiera Knightley, Aaron Taylor Johnson, Jude Law, Alicia Vikander, Matthew Macfadyen
Tratto dal romanzo di Tolstoj, il film racconta la storia di Anna, una nobildonna russa sposata e con un figlio e della sua passione per il conte Vronskji, il tutto ambientato in una Russia ad un passo dalla rivoluzione e contornato da tantissime storie diverse che ci mostrano com'era la vita nella Russia zarista. Particolarissima la regia e sensazionale la scenografia: tutto il film è ambientato in un teatro che occasionalmente diventa casa, strada o campo di fiori, mostrando come in realtà la vita sia semplicemente uno spettacolo su di un palco.
-"La duchessa"
Regia: Saul Dibb
Cast: Kiera Knightley, Ralph Fiennes, Hayley Atwell, Dominic Cooper, Charlotte Rampling
Il film racconta la storia di Georgiana Spencer, moglie del Duca del Devonshire, il quale desidera ardentemente un figlio maschio che la moglie sembra incapace di dargli. Tutta l'Inghilterra sembra essere innamorata della Duchessa, ad eccezione del marito che infatti si accompagna regolarmente con altre donne; l'infelicità di Georgiana sarà curata dal giovane e bello Charles Gray, con il quale la ragazza inizierà una relazione.
-"Becoming Jane"
Regia: Julian Jarrold
Cast: Anne Hathaway, James McAvoy, Maggie Smith, Julie Walters
Il film racconta la storia di una giovanissima Jane Austen, la quale sogna ardentemente di diventare una scrittrice in una società in cui alle donne sono concesse pochissime libertà. La ragazza farà la conoscenza del giovane e ribelle Thomas Lefroy e, basandosi sul loro rapporto e sulla sua vita famigliare, Jane inizierà a scrivere il romanzo che la renderà famosa in tutto il mondo: "Orgoglio e pregiudizio".
-"Marie Antoniette"
Regia: Sofia Coppola
Cast: Kirsten Dunst, Jamie Dornan, Jason Schwartzman, Asia Argento
Con un tocco di apparente leggerezza e superficialità, Sofia Coppola ci racconta la vita di Maria Antonietta alla corte di Francia, mettendo in luce la superficialità della ragazza e l'ingenuità con cui essa affrontava la vita, dando moltissima importanza a dettagli irrilevanti e trascurando invece le cose davvero importanti.
-"Orgoglio e pregiudizio"
Regia: Joe Wright
Cast: Kiera Knightley, Matthew Mcfadyen, Rosamund Pike, Carey Mulligan
Basato sul ben noto romanzo di Jane Austen, il film racconta la storia delle sorelle Bennet ed in particolare della secondogenita Lizzie e del suo rapporto alquanto particolare con il signor Darcy, che passerà dall'odio all'amore.
-"La scandalosa Lady W"
Regia: Sheree Folkson
Cast: Natalie Dormer, Aneurin Barnard, Shaun Evans, Peter Sullivan
Il film racconta la storia di Seymour Worsley, moglie di un nobile inglese che ha strane fantasie sessuali e gode nel vedere la moglie andare a letto con altri uomini, ma ella finirà per innamorarsi di uno di questi e i due amanti fuggiranno insieme, ma il marito decide di farle causa...
Questi sono alcuni consigli nel caso stiate cercando dei buoni film in costume, ovviamente non sono tutti, ma eventualmente ne uscirà una seconda parte quindi continuate a seguirci per non perdervi niente.
-Lizzie
martedì 3 luglio 2018
Netflix e le contraddizioni della nostra società
Ormai appare evidente che quella per le serie tv sia diventata una "mania" collettiva e non possiamo negare che Netflix abbia contribuito a ciò: il celebre sito di streaming offre un'ampia selezione di serie tv, film e documentari e sempre più persone trascorrono qui le loro giornate. Eppure, fino a qualche anno fa, guardare serie tv era una cosa "da sfigati", da nerd e tutti i poveri serie tv addicted erano costantemente catalogati come "strani", mentre ora si sta verificando la situazione opposta: se non segui almeno una serie tv, non importa quanto banale essa sia, sei un vero "sfigato". La cosa che più mi colpisce, da cinefila quale sono, è il fatto che apparentemente quasi nessuno si interessa di come nasca la serie da cui sono ossessionati: chi è il regista? chi ha scritto la sceneggiatura? chi è il direttore della fotografia? Domande che quasi nessuno si pone, ma che portano a riflettere sul fatto se questa ossessione per le serie nasca da un reale desiderio di seguire una narrazione oppure se sia semplicemente una conseguenza del marketing, in base a cui "avere Netflix è figo" e pertanto tutti vogliono avere un account sul suddetto sito e pertanto tutti guardano i prodotti Netflix solo perché è "cool". Pertanto, paradossalmente, nella società attuale un qualcosa appare davvero "figo" solo se a pagamento: dal cellulare super costoso che inizialmente tutti criticavano, ma che alla fine tutti comprano fino alla maglietta nera con una scritta colorata che costa quanto un rene perché presenta il logo di un marchio celebre, se non spendi tanto non sei nessuno. E Netflix ne è la dimostrazione più evidente: nonostante sia nato per tutelare tutti coloro che lavorano nella produzione di prodotti audiovisivi, esso ha finito per diventare uno status simbol, fondamentale per non essere lo strano della società; inoltre i "prodotti" Netflix più guardati sono quelli di scarso spessore intelletuale, spesso insensati e catalogati come "trash" e ciò è lo specchio della nostra società, in cui basta fingere di essere intelligenti e possedere qualcosa che ti permetta di fingere cultura (perché non possiamo negare che ci siano diverse serie tv che trattano temi estremamente interessanti e complessi in modo impeccabile, ma purtroppo risultano essere le meno guardate) per essere popolari: bisogna fingersi diversi dalla massa proprio per non risultare diversi.
-Lizzie
-Lizzie
martedì 26 giugno 2018
Nicoletta Manni

Nata a Lecce, a 13 anni viene ammessa alla Scuola di Ballo dell'Accandemia Teatro alla Scala.
Nel 2009, dopo essersi diplomata, entra a far parte dello Staatsballett di Berlino, dove rimane per tre stagioni danzando "Les Sylphides", "Il Lago dei Cigni" e "Lo schiaccianoci"; "Tchaikovsky"; "La Esmeralda"; "Caravaggio"; "Peer Gynt"; "Onegin" e "Romeo e Giulietta"; "Là Peri", "La Bayadère", "Cenerentola" e "Spring".
Nella primavera 2013 entra a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e debutta nel ruolo di Myrtha in "Giselle". Ne "Il Lago dei Cigni" è nel cast dei quattro grandi cigni e nelle recite di ottobre debutta nel ruolo principale di Odette. Sempre nel corso delle stagione 2013-14, in "Jewesls" e come ballerina solista di "Rubies".
Dall'aprile 2014 è Prima Ballerina del Teatro alla Scala dove ha interpretato il ruolo della protagonista in "Lo Schiaccianoci", "Giselle" ed "Excelsior".
Nel corso del Gala per il 23° Festival Internazionale di Balletto di Lodz presenta Gran Pas Classique e il passo a due "Don Chisciotte". Nell'aututnno 2015 debutta nel ruolo di Manon e nel ruolo di Cenerentola.
Ha ricevuto diversi riconoscimentio quali nel 2012 il Premio Roma Danza, nel 2014 Danza&Danza come migliore ballerina dell'anno ed è stata candidata per il Premio Benios de la Dansce 2015 grazie alla sua interpretazione nel ruolo femminile di "Le Jeune et la Mort", che ha presentato per la prima volta al Teatro alla Scala accanto a Ivan Vasiliev nel marzo 2014.
Fleur
lunedì 25 giugno 2018
La frase della settimana
"Andare al cinema è un po' come andare in Chiesa per me, con la differenza che la Chiesa non consente il dibattito"
Martin Scorsese
-Lizzie
Martin Scorsese
-Lizzie
giovedì 21 giugno 2018
Roberto Bolle

Roberto Bolle, nato a Casale Monferrato il 26 marzo 1975 è il primo ballerino al mondo ad essere contemporaneamente Étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell'American Ballet Theatre di New York.
Formatosia alla Scuola del Teatro alla Scala di Milano Roberto Bolle ha danzato in tutti i maggiori teatri del mondo e con le compagnie più prestigiose, tra le quali: l'American Ballet Theatre, il Balletto dell'Opéra di Parigi, il Balletto del Bol'soj e del Mariinskij-Kircov e il Royal Ballet.
Il primo giugno 2002 si è esibito al Golden Jubilee della Regina Elisabetta, presso buckingham Palace. L'evento è stato trasmesso in mondovisione dalla BBC.
Il primo aprile 2004 ha danzato al cospetto di sua Santità San Giovanni Paolo II sul sagrado di Piazza San Pietro, a Roma, per la Giornata della Gioventù. Nel febbraio 2006 si è esibito nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, trasmessa in mondovisone.
Il primo giugno 2002 si è esibito al Golden Jubilee della Regina Elisabetta, presso buckingham Palace. L'evento è stato trasmesso in mondovisione dalla BBC.
Il primo aprile 2004 ha danzato al cospetto di sua Santità San Giovanni Paolo II sul sagrado di Piazza San Pietro, a Roma, per la Giornata della Gioventù. Nel febbraio 2006 si è esibito nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, trasmessa in mondovisone.
A partire dal 2008 ha portato con enorme successo il suo Gala "Roberto Bolle and Friends" in luoghi fino ad allora mai raggiunti dalla danza: il sagrado del Duomo di Milano e Piazza Plebiscito di Napoli dove è stato seguito da un pubblico di migliaia di persone. Inoltre ha realizzato spettacoli eccezionali nella magica cornice del Colosseo e delle Terme di Caracalla a Roma, nella Valle dei Templi di Agrigento, nella Certosa di Capri, nel Giardino di Boboli a Firenze, a Torre del Lago Puccini e in Piazza San Marco a Venezia.
Dopo il clamoroso successo di pubblico e di critica riscosso al suo esordio al Metropolitan di New York nel 2007, dove ha danzato con Alessandra Ferre con il suo addia alle scene. Nel 2009 è stato nominato "Principal" dell'American Ballet Theatre entrando organicamente nella stagione della Compagnia, onore mai tributato a nessun altro ballerino italiano.
Dopo il clamoroso successo di pubblico e di critica riscosso al suo esordio al Metropolitan di New York nel 2007, dove ha danzato con Alessandra Ferre con il suo addia alle scene. Nel 2009 è stato nominato "Principal" dell'American Ballet Theatre entrando organicamente nella stagione della Compagnia, onore mai tributato a nessun altro ballerino italiano.
Dal 1999 è "Ambasciatore di buona volontà" per l'UNICEF, attraverso il quale testimonia la tragica situazione delle popolazione dei paesi dell'Africa Centrale.
Nel 2010 incontra due grandi registi: Peter Greenway, il quale lo chiama per interpretare il simbolo dell'arte italiana in "Italy of cities" per il padiglione italiano dell'Expo di Shangai 2010; e Bob Wilson, il quale gli dedica "Perchance to Dream".
Nel 2010 incontra due grandi registi: Peter Greenway, il quale lo chiama per interpretare il simbolo dell'arte italiana in "Italy of cities" per il padiglione italiano dell'Expo di Shangai 2010; e Bob Wilson, il quale gli dedica "Perchance to Dream".
Nel 2012 è stato insignito del titolo "Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana" conferitoglia dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in virtù dei meiti acquisiti verso il Presidente in campo Culturale.
Dal 2014 è Medaglia dell'Unesco, conferitogli a Parigi per il valore culturale universale della usa opera artistica.
Nel 2016 partecipa come ospite al festival di Sanremo e Raiuno gli dedica una prima serata del saabato con lo show "Roberto Bolle - La Mia Danza Libera"; il primo gennaio 2018 è stata trasmessa una nuova serata di grande danza "Roberto Bolle- Danza con me" e si è successivamente esibito nella prima mondiale "The Season" in occasione della serata inaugurale del Word Economic Forum Annual Meeting 2018 in Svizzera.
In occasione di ONDance-Accnediamo la danza, è stato direttore artistico oltre che performewr per la prima edizone della grande festa di tutte le danzw che si è svolta a Milano nel mese di giugno.
Dal 2014 è Medaglia dell'Unesco, conferitogli a Parigi per il valore culturale universale della usa opera artistica.
Nel 2016 partecipa come ospite al festival di Sanremo e Raiuno gli dedica una prima serata del saabato con lo show "Roberto Bolle - La Mia Danza Libera"; il primo gennaio 2018 è stata trasmessa una nuova serata di grande danza "Roberto Bolle- Danza con me" e si è successivamente esibito nella prima mondiale "The Season" in occasione della serata inaugurale del Word Economic Forum Annual Meeting 2018 in Svizzera.
In occasione di ONDance-Accnediamo la danza, è stato direttore artistico oltre che performewr per la prima edizone della grande festa di tutte le danzw che si è svolta a Milano nel mese di giugno.
Fleur
martedì 19 giugno 2018
OnDance -Accendiamo la Danza-

"Ho sognato una grande festa di tutte le danze. Milano è il palcoscenico perfetto."
I Gala "Roberto Bolle and Friends" si sono svolti dal 13 al 17 giugno e hanno visto accanto all'etoile italiana, due Principal Dancer del The Royal Ballet di Londra: Marianela Nunez e Vadim Muntaggirov; due Primi Ballerine del Taeatro alla Scala di Milano: Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko;Astana Opera: Bakhtiyar Adamzhen; International Guest Artist: Adiarys Almeida e Maria Eichwald; San Francisco Ballet: Angelo Greco; Boston Ballet Misa Kuranga.
Bolle è riuscito a ricreare per ognuno di questi appuntamenti uno spettacolo magico che coinvolge un pubblico sempre più eterogeneo di amaniti della danza e non solo grazie alle coreografie innovative che accostano al repertorio classico la sua cifra distintiva e inimitata e a stili nuovi e diversi, con brani dalla carica emotiva differente. Uno spettacolo che è un vero e proprio viaggio di emozioni: dal divertente e ironico all'elegante e accademico, fino ad arrivare al drammatico.
Inutile e superfluo cercare di spiegare quale emozione e quale felicità sia stata aver assistito al Gala di Mercoledì 13 giugno, nel quale si sono avvicendati i Pas de deux di "Thais", "Lago dei Cigni" atto III, "Caravaggio", "La Fiamme di Parigi" e "Don Chisciotte" Atto III; il Pas de trois tratto da "Il Corsaro" e i balletti eseguiti da Roberto Bolle "Prototype reoaded", "Pas de deux da Proust, ou les Intermittences du Coeur", "Mona Lisa" e "Two".
Eleganza, raffinatezza, leggerezza, forza... tutte parole che non possono che rendere un vago ritratto della magia e dello spettacolo regalatoci dalla danza e dalla maestria di questi artisti così leggiadri e delicati da sembrare sospesi a dei fili invisibili, ma al contempo tremendamente materici e reali. Lo spettacolo è stato così affascinante che le figure volteggienti tra grand jete e pirouettes hanno ipnotizzato una platea attenta e silenziosa, alla quale a spettacolo concluso rimane il dubbio che quello a cui ha assistito sia solo un magnifico sogno.
La danza, prima di essere un'arte, è un istitno primario dell'uomo, nascosto nella profondità del suo spirito; per questo, credo, assistere ad una tale perfezione di esecuzione suscita emozioni così profonde e acnestrali: ballare è vita, ballare è gioia. Osservare la bellezza rinvigorisce e al contempo addolcisce un animo ormai assuefatto alla bruttezza della monotonia e della massa.
Fleur
lunedì 18 giugno 2018
La frase della settimana
"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se c'è n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il promo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio"
-Italo Calvino, "Le città invisibili"
-Italo Calvino, "Le città invisibili"
Fleur
lunedì 11 giugno 2018
lunedì 4 giugno 2018
La frase della settimana
"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel vedere nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi"
-Proust
Fleur
lunedì 28 maggio 2018
La frase della settimana
"L'amore è una cosa più preziosa dell'arte"
Oscar Wilde- "Il ritratto di Dorian Gray"
-Lizzie
Oscar Wilde- "Il ritratto di Dorian Gray"
-Lizzie
lunedì 21 maggio 2018
La frase della settimana
"Per un essere cosciente essere significa mutare, mutare significa mutarsi, mutarsi significa creare indefinitamente se stesso." -Bergosn
Fleur
lunedì 14 maggio 2018
La frase della settimana
"Il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pausa"
Sant'Agostino
-Lizzie
Sant'Agostino
-Lizzie
lunedì 7 maggio 2018
La frase della settimana
"Se vuoi sapere quanto buio hai intorno, devi aguzzare lo sguardo sulle fioche luci lontane."
-Italo Calvino.
Fleur
sabato 5 maggio 2018
La crisi del Cinema ed il successo delle serie tv
Inutile negare che ormai il cinema sta affrontando un periodo di profonda crisi che riguarda sia la qualità di buona parte dei film prodotti sia gli incassi che i film in generale realizzano: ormai le persone vanno sempre meno al cinema. In molti si giustificano dicendo che non si recano più a vedere i film sul grande schermo per via dei costi, sempre più elevati dei cinema, ma questo fatto è strettamente legato alla diminuzione del numero di persone che vi si recano poiché realizzare un film ha costi molto alti che devono essere in qualche modo coperti e di conseguenza il prezzo dei biglietti, proprio perché ne vengono venduti di meno, sale. Mentre il mondo del cinema sembra precipitare, quello delle serie tv, che fino a pochi anni fa destava interesse solo tra pochi appassionati, sta crescendo a dismisura, portando prodotti sempre nuovi e di qualità sempre maggiore. A cosa è dovuto questo cambiamento? Innanzitutto, un episodio di una serie dura meno di un film ed in una società costantemente stanca che trova sempre meno tempo da dedicare alla cultura (perché indubbiamente un buon film è cultura) trovare la concentrazione necessaria a guardare una puntata di una serie che tratti temi impegnativi è sicuramente più semplice; inoltre le serie tv, essendo composte da svariate puntate e stagioni, permettono di dedicare più spazio alla psicologia del personaggio e consentono di dedicare più spazio a figure che altrimenti passerebbero in secondo piano e la trama risulta meglio estesa poiché si ha un tempo maggiore per poterlo fare. Altro fattore che ha indubbiamente contribuito al successo delle serie televisive è il fatto che esse possano essere guardate comodamente da casa, magari grazie all'abbonamento a siti appositi che uniscono comodità e prezzi bassi, senza doversi per forza recare in un altro luogo, magari anche lontano. Naturalmente, il miglioramento della qualità delle serie tv non si estende a tutte e purtroppo finiscono per avere molto successo serie più leggere invece che altre più serie e impegnative: forse, il problema della nostra società è la generale decadenza di tutto ciò che riguarda l'ambiente culturale, privilegiando generi più "sciocchi" e leggeri che ci permettono di passare qualche ora in tranquillità, ma non ci lasciano niente; ovviamente non hanno successo solo prodotti di genere più basso, come dimostrano "La la land" e "Stranger things", ma comunque si tende a preferire film e serie tv che non insegnano molto, ma permettono di staccare dalla realtà e ridere e, così facendo, non solo si rischia di ridurre al minimo i prodotti culturali (non dimentichiamoci che quella cinematografica è un'industria e pertanto si tende a produrre maggiormente prodotti che vendono di più), ma si manda in crisi l'intero sistema culturale, ridotto a semplice mezzo di svago che esclude prodotti troppo impegnativi.
-Lizzie
-Lizzie
lunedì 30 aprile 2018
La frase della settimana
"Non smettere mai di sognare.....Solo chi sogna può volare"
Peter Pan
-Lizzie
Peter Pan
-Lizzie
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