mercoledì 27 dicembre 2017

La frase della settimana

"Facciamo la guerra per poter vivere in pace"
                                              Aristotele
                                                           -Lizzie

sabato 23 dicembre 2017

Luci e ombre della democrazia

In seguito all'indipendenza, gli Stati Uniti d'America approvarono la costituzione nel 1787 e si configurarono di fatto com la prima forma veramente moderna di democrazia.
Fu allora che nel 1831 il governo francese inviò negli Stati Uniti un suo magistrato: Alexis de Tocqueville affinchè studiasse il sistema del paese; l'esito della sua analisi è contenuta nell'opera "La democrazia in America".
L'aspetto della democrazia statunitense che più attirò l'attenzione del magistrato fu la condizione di uguaglianza di tutti i membri della società. Questa situazione è responsabile della formazione di due particolari atteggiamenti costanti tra gli appartenenti alla società democratica: da un lato il forte individualismo e arrivismo, conseguenti alla possibilità di mobilità sociale, dall'alto la simpatia e la solidarietà nei confronti dell'altro in quanto considerato come uguale, concreteizzate nel dialogo e nella mitezza dei comportamenti. Tuttavia, osserva Tocqueville, mancano al cittadino del regime democratico l'eroismo, la magnimità, l'abnegazione, ovvero tutti i grandi slanci e i sentimenti nobili che hanno caratterizzato le epoche precedenti, per lasciare spazio ad una tranquilla mediocrità. La democrazia sembra allora favorire la tendenza al conformismo e appare come il travestimento per una nuova forma di dispotismo: quello del pensiero, la cui arma è l'anniientamento morale di chi non si adegua alle opinioni della maggioranza. La libertà si configura, allora, come qualcosa di soltanto ideale, in quanto realizzabile nel limite prefissato dall'opinione pubblica, è allora indispensabile essere consapevoli dei rischi che questa forma di Stato può comportare e non ignorarli. 

Afferma Tocqueville nella sua opera:

<< Vedo una folla di uomini simili ed eguali, che non fanno che ruotare su se stessi per procurarsi piccoli e volgari piaceri, con cui saziano il loro animo. ...
Al di sopra di costoro si eleva un potere immenso e tutelare, che si incarica da solo di assicurare loro il godimento dei beni e di vegliare sulla loro sorte. E' assoluto, minuzioso, sistematico, previdente e mite. Assomiglierebbe all'atorità paterna se, come questa, avesse lo scopo di preparare gli uomini all'età virile, mentre non cerca di arrestarli irrevocabilmente nell'infanzia, è contento che i cittadini si svaghino, purche non pensino che a svagarsi.>>

Fonte: Sociologia-Paravia
-Fleur

lunedì 18 dicembre 2017

La frase della settimana


"Ti amavo,
perciò ho sospinto queste fiumane d'uomini
tra le mie mani
e ho sritto la mia volontà nel cielo,
tra le stelle."
                                           
         -T.E. Lawrence, I sette pilastri della saggezza
                                                                                              


  -Fleur

martedì 12 dicembre 2017

Un Antropologo su Marte

Titolo:"Un antropologo su marte. Sette racconti paradossali" 
Scritto daOliver Sacks
Pubblicazione1995





"Un antorpologo su Marte" è un libro scritto da Oliver Sacks, medico e docente di neurologia e di psichiatria alla Columbia University e dal 2012 alla New York School of Medicine.
Scrisse numerosi libri di neurologia, divenuti best seller, tra i quali: Emicrania, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Risvegli, Su una gamba sola e Vedere voci.
In "Un antorpologo su Marte" vengono descritti sette casi di pazienti con disturbi neurologici, i quali creano situazioni e modi di vita completamente nuovi, i quali possono apparire al lettore inesperto surreali e bizzarri. Oltre al racconto della vita, delle difficoltà e delle soluzioni che i protagonisti dei racconti, Sacks ci offre anche la descrizione medica della psiche, soffermandosi su dettagli medici e tarapeutici.
Il libro deve il titolo all'ultimo racconto del libro, il quale racconta la stroia di Temple Grandin, una Donna (o meglio una Grande Donna) autistica, molto intelligente. Temple è professoressa alla Colorado State University ed è famosa per la sua attività di progettista di attrezzature per il bestiame. Attraverso la scoperta di questa strepitosa personalità Sacks ha la possibilità di soffermarsi sul tema dell'autismo e in particolare della sindrome di Asperger.
Nel libro si legge che le tre maggiori difficoltà che tutti gli individui autistici presentano sono a livello dell'interazione sociale e della comunicazione sia verbale, sia non verbale. La sindorme di Asperger, fa si che i soggetti affetti possano raccontare le lore esperienze, i loro sentimenti e i loro stati interiori, cosa che nei soggetti affetti da Autismo non è possibile.
Oltre alle nozioni tecniche, le quali vanno considerate tuttavia come risalenti ale 1995 e per questo probabilmente soggette a revisioni o modifiche dovute al progresso della ricerca scientifica, sono molto significative e toccanti le parole di Tample Gradin nella racconto della sua vita, delle difficoltà nelle relazioni e nella comprensione di sè e delle persone che la circondano. Il libro deve a lei il titolo, infatti essa si definisce come un "antropologo su Marte", poichè essendole impossibile comprendere e prendere parte alle relazioni e ai rituali sociali è costretta ad analizzare ogni esperessione, ogni parola e ogni situazione, memorizzarla accuratamente creandò nella sua memoria una sorta di enciclopedia da utilizzare nella quotidianità. Molto interessante è anche la riflessione che viene mossa sul concetto di normalità, il quale pervade tutto il brano e a ben vedere tutto il libro.
"Un antropologo su Marte" è una lettura sicuramente techinca della neurologia e della psichiatria, ma l'originalità dei racconti e delle situazioni la rendono un modo per entrare in contatto con situazioni e "mondi" sconosciuti. A lettura compiuta si avrà l'impressione di aver indossato un paio di occhiali nuovi, i quali ci permettono di cogliere nuovi aspetti di ciò che ci circonda e diventeremo anche noi degli antropologi di nuovi pianeti.

-Fleur

lunedì 11 dicembre 2017

La frase della settimana

"A volte, quando devo fare qualcosa di cui non ho voglia, fingo di essere il personaggio di un libro: è più facile sapere cosa farebbero loro"
                                             - Will Herondale (Shadowhunters)
                                                                                                  -Lizzie

lunedì 4 dicembre 2017

venerdì 1 dicembre 2017

Aforismi sulla Saggezza della Vita


Titolo:"Aforismi sulla saggezza della vita" 
Scritto daArthur Schopenhauer
Pubblicazione1994




"Aforismi sulla saggezza della vita" è un libro scritto dal filosofo ed aforista tedesco Arthur Schopenhauer. Nonostante il suo carattere filosofico è un libro per tutti, da leggere un po' per volta per assaporare l'esperienza di una vita, quella dell'autore, ricca di ragionamenti e consigli sulla felicità.Il libro è organizzato in sezioni, di cui l'autore fornisce le definizioni:  "ciò che uno è", "ciò che uno ha", "ciò che uno rappresenta", le quali aiutano il lettore ad addentrarsi meglio nella filosofia del libro e lo conducono a comprendere i suoi ragionamenti, con la finale accettazione della vita in tutti i suoi aspetti, sia positivi che, soprattutto, negativi.
Il grande filosofo tedesco fornisce gli insegnamenti per raggiungere quella che egli definisce  l' "arte di condurre un'esistenza il più possibile piacevole e felice", caratterizzata dalla morigeratezza e dalla mancanza di eccessi, sia materiali che spirituali. Oltre a rappresentare un modo stimolante per accostarsi al pensiero di una delle grandi figure della nostra cultura, gli Aforismi, scritti in maniera semplice e brillante, arricchiti di rimandi culturali e letterari alla filosofia occidentale e orientale, testimoniano il fascino che la scrittura di Schopenhauer esercita ancora sul lettore moderno.

Fleur

lunedì 27 novembre 2017

La frase della settimana

"Tutti i sogni possono diventare realtà, basta avere il coraggio di inseguirli"
                                                       Walt Disney
                                                        -Lizzie

Clockwork Angel- manga



"The infernal devices- Clockwork Angel" manga
Scritto da: Cassandra Clare
Disegni di: Hyekyung Baek
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L'adattamento in versione manga della trilogia di "The infernal devices" (tradotta in italiano come Shadowhunters- le origini) di Cassandra Clare conserva, ovviamente, la stessa trama dei libri. Tessa Gray, una ragazza di 17 anni, abbandona, in seguito alla morte della zia, New York per raggiungere suo fratello Nathaniel nella grigia e piovosa Londra. Ad aspettarla al porto non c'è suo fratello, ma due signore alquanto particolari, le "sorelle oscure", le quali imprigioneranno Tessa nella loro casa e le insegneranno a controllare il potere che la ragazza non sapeva neanche di avere: quello di mutare forma.  Un giorno, nella stanza di Tessa, fa irruzione un bellissimo shadowhunters, il giovane Will Herondale, il quale salverà la ragazza dalle sue terribili carceriere e la porterà all'Istituto, dove Tessa farà la conoscenza di molti shadowhunters, tra cui anche Jem Carstairs, il parabatai di Will, il quale, nonostante la sua giovane età, ha i capelli e gli occhi completamente bianchi. Qui Tessa scoprirà che le sorelle oscure sono in qualche modo coinvolte nella serie di omicidi sui quali stanno indagando i nephilim e la sua capacità di mutaforma si rivelerà preziosissima per tutto il gruppo; insieme dovranno scoprire chi è il magister e quali sono i suoi piani, ma l'impresa sarà più ardua del previsto e prenderà una piega totalmente inaspettata. Questo libro meraviglioso viene trasformato da Hyekyung Baek in un manga incredibile, con disegni assolutamente pazzeschi e piacevolissimo anche solo da sfogliare; i fumetti sono disponibili solo in inglese, ma trattandosi di soli dialoghi sono facilmente comprensibili da tutti, anche per chi non ha un livello di inglese molto alto. Una lettura davvero interessante, indispensabile per tutti i fan di Shadowhunters che vogliono "rileggere", in un modo un po' particolare, la trilogia delle origini e che magari desiderano farlo in lingua originale, ma temono di non capire.
                                                                             -Lizzie

mercoledì 22 novembre 2017

L'albatros, Baudelaire

Spesso, per divertirsi, i marinai
catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
indolenti compagni di viaggio delle navi
in lieve corsa sugli abissi amari.

L’hanno appena posato sulla tolda
 e già il re dell’azzurro, maldestro e vergognoso,
  pietosamente accanto a sé strascina
come fossero remi le grandi ali bianche.

Com’è fiacco e sinistro il viaggiatore alato!
E comico e brutto, lui prima così bello!
Chi gli mette una pipa sotto il becco,
chi imita, zoppicando, lo storpio che volava!

Il Poeta è come lui, principe delle nubi
che sta con l’uragano e ride degli arcieri;
esule in terra fra gli scherni, impediscono
che cammini le sue ali di gigante.

lunedì 20 novembre 2017

La frase della settimana

<<Che importa se è una malattia? Che importa se è un'intensità anormale, se il risulatato, il momento della sensazione, ricordato ed analizzato più tardi, quando la crisi è passata, si rivela l'acme dell'armonia e della bellezza... della completezza e della proporzione?>>  
-Dostoevskij

-Fleur

venerdì 17 novembre 2017

Stranger Things 2

"Stranger Things 2"
Registi: The Duffer brother
Cast: Winona Ryder, Finn Wolfhard, Millie Bobby Brown, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughling, Noah Schnapp, David Harbour, Natalia Dyer, Charlie Heaton, Joe Keery


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A fine ottobre è finalmente uscita la seconda stagione della serie "Stranger Things", diretta dai fratelli Duffer e ambientata in una piccola cittadina, Hawkins, in cui si verificano strani eventi sovrannaturali. In questa seconda stagione la sfortuna colpisce nuovamente il piccolo Will Byers, il quale continua a tornare nel sottosopra, dove vede una nuova ed inquietante creatura. Nel frattempo Dustin e Lucas si prendono una cotta per Max, la nuova compagna di classe amante dei videogiochi, mentre Mike continua a pensare ad Eleven, la quale è nascosta in un piccolo casotto di campagna sotto la protezione del capo della polizia Jim Hopper. La situazione si complica quando il terribile mostro del sottosopra si impossessa di Will e quando Dustin trova, nel bidone dell'immondizia, una strana piccola creatura che si rivelerà essere un cucciolo di demogorgone e nel frattempo stanno marcendo le zucche (siamo nel periodo di Halloween) di buona parte dei fattori della città, apparentemente senza un motivo logico. La situazione sembra peggiorare in continuazione ed è inutile dire che, proprio per questo motivo, la serie tiene chiunque incollato allo schermo del proprio computer e con il fiato sospeso fino all'ultimo secondo. Molto interessante è l'evoluzione di alcuni personaggi, come Nancy, la sorella di Mike, e soprattutto Steve, il quale diventerà il "baby- sitter" del gruppo mentre Nancy e Jonathan, il fratello di Will, partono per una piccola missione che prevederà la presenza di un personaggio alquanto particolare. Bellissima la colonna sonora e pazzesca la recitazione di tutto il cast, da Winona Ryder (sensazionale come sempre) alla giovanissima Millie Bobby Brown per finire con Finn Wolfhard (il quale, tra l'altro, a ottobre era anche al cinema nel remake di "It"). Una serie da guardare assolutamente, capace di emozionare davvero nel profondo, imperdibile per gli amanti delle atmosfere sovrannaturali e perfetta per chiunque voglia avvicinarsi al genere. Imperdibile.
                                                                                                        -Lizzie

mercoledì 15 novembre 2017

Nonluoghi, introduzione a un'antropologia della surmodernità



"Nonluoghi,introduzione a un'antropologia della surmodernità"
Autore: Marc Augé
Pubblicazione: 1992

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In questo testo, pubblicato nel 1992, Marc Augé  analizza le società attuali attraverso i  paradigmi della surmodernità. Il testo è suddiviso in tre capitoli: "Il vicino e l’altrove", "Il luogo antropologico" e "Dai luoghi ai nonluoghi",con un'introduzione aggiunta dallo stesso Augé nel 2008 in cui tratta i fenomeni e le  trasformazioni sociali attuali ed il fenomeno della “globalizzazione”.  
Il saggio inizia con un esempio di nonluogo: il signor Pierre Dupont (la versione francese di Mario Rossi) ritira dei contanti ad un bancomat, sale in macchina ed imbocca l'auostrada che pagherà con la sua carta di credito, lascia l'auto al parcheggio dell'aereporto e dopo aver superato tutti i controlli di routine, si reca al duty free shop,dove potrà acquistare alcuni prodotti a prezzo ridotto ed inizia ad avviarsi verso l'imbarco del suo volo. Una volta sull'aereo, Pierre Dupont sfoglia la rivista della compagnia aerea, in cui sono elencati i prodotti da comprare a bordo ed i reportage di alcuni viaggi, ed un giornale d'attualità prima di indossare le cuffie e perdersi tra le note di un concerto. Naturalmente,nella maggior parte delle sue azioni in aereoporto, Pierre Dupont ha dovuto costantemente provare la sua identità,quasi come se fosse colpevole di un crimine; questa è una delle caratteristiche dei nonluoghi elencati da Augé.
Nella prima parte del saggio, l'antropologo francese elenca semplicemente le caratteristiche dell'antropologia classica e spiega le difficoltà con cui si deve scontrare un antropologo che,come lui, vuole studiare le società globalizzate.
Augé attribuisce ad un luogo tre caratteristiche: esso è  identitario, ossia in grado di individuare l’identità di chi lo abita, è relazionale, cioè stabilisce una reciprocità dei rapporti tra gli individui in virtù della comune appartenenza, ed è storico, cioè conserva  la consapevolezza delle proprie radici in chi lo abita. Questa definizione di luogo risulta semplice da trovare nelle società non industrializzate, le quali sono solitamente l'oggetto di studio prediletto dagli etnologi, ma nella nostra società occidentale risulta difficile trovare un luogo che corrisponda a tutte queste caratteristiche, soprattutto nelle grandi metropoli in cui gli abitanti provengono da etnie differenti, non si conoscono tra loro e pertanto non condividono una vera e propria cultura comune. Ormai i centri storici delle principali capitali europee hanno perso la loro identità passata nel processo di globalizzazione: Londra, Parigi, Milano e Roma hanno uno  stile di vita molto simile tra loro e ciò  la sensazione della solitudine in ciascuno di noi quando vediamo gli negozi, le stesse macchine ed oggetti meccanici che diminuiscono il contatto diretto tra le persone. Le città' rispondono alle esigenze del uomo contemporaneo in modo da facilitarli la  vita ed i monumenti storici perdono il loro valore avendo accanto i segni del modernismo; ciò che accade nelle città, precisa Augé, non avviene spesso nei paesi piccoli, in cui tutti i monumenti più importanti si trovano nel "centro", il quale racchhiude tutti gli edifici che simboleggiano un'autorità, dal da quella civili (municipio) a quella religiosa (chiesa). Questa suddivisione è molto diversa a Parigi, la città presa come esempio dall'antropologo, poichè essa non ha un vero e proprio centro ed i monumenti più importanti sono sparsi in diverse zone della città spesso molto lontante tra loro; inoltre a Parigi ogni arrondissements ha una propria "personalità" ed è completamente diverso dagli altri. Per Augè il rapporto con la storia che <<ossessiona i nostri paesaggi è una fase di estetizzazione e, simultaneamente, di desocializzazione e artificializzazione>> poichè, sempre a Parigi, vengono contemplati sia Ugo Capeto, primo re di Francia, che la rivoluzione del 1789 che decapitò il re e pertanto, come diceva lo scrittore e politico Malraux, le nostre città si sono trasformate in musei proprio mentre sono aggirate da tangenziali, treni e autostrade. 
Infine Augé spiega che questi luoghi storici sono allo stesso tempo luoghi e nonluoghi, un po' come tutta la realtà concreta che ci circonda: la possibilità del nonluogo si trova in qualsiasi posto ed il ritono al luogo è il rimedio è <<il rimedio a cui ricorre il frequentatore di nonluoghi>>. La surmodernità,la quale è simultanea alle tre figure dell'eccesso (sovrabbondanza di avvenimenti,sovrabbondanza spaziale,individualizzazione dei riferimenti)trova la sua completa espressione nei nonluoghi; attraverso i nonluoghi transitano parole ed immagini che si radicano nei luoghi in cui gli uomini costruiscono parte della loro vita quotidiana. La surmodernità ha a che fare solo con individui identificati, localizzati e socializzati (nome, professione, luogo di nascita,ecc...) all'entrata o all'uscita di un certo spazio  e questo è uno dei motivi per cui, in caso di attentati terroristici, sono proprio questi nonluoghi ad essere presi di mira: in essi si trovano numerosi individui ogni giorno e pertanto risulta adatto ad un attentato poichè che lo compie solitamente rivendica forme di socializzazione e nuove localizzazioni che rappresentano una negazione del loro ideale. In sostanza,il nonluogo è il contrario dell'utopia: esiste e non accoglie alcuna società organica; la conclusione che trae Augè è che: <<Non esistono luoghi o nonluoghi in senso assoluto. Il luogo degli uni può essere il nonluogo degli altri e viceversa. Oggi nell’era digitale, gli spazi virtuali di comunicazione, poi, permettendo agli individui di scambiarsi messaggi, di mettersi in contatto tra loro, non possono facilmente essere definiti nonluoghi.>>
                                                                                                          -Lizzie

lunedì 13 novembre 2017

Il piccolo principe

"Il piccolo principe"
Titolo originale: "Le petit prince"
AutoreAntoine de Saint-Exupéry
Pubblicazione: 6 aprile 1943


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Tra i capolavori letterari per l'infanzia (e non solo), un posto importante spetta al "Piccolo principe" di Antonie de Saint-Exupéry. Un libro pensato per i bambini che però ha tante cose da insegnare anche a chi non è più un bambino, come la sottoscritta: è la storia, raccontata in prima persona dall'autore, dell'incontro con un piccolo principe proveniente da un altro pianeta, molto diverso dalla terra, sulla quale è giunto inseguito ad un lungo viaggio in giro per tanti pianeti diversi, dove ha potuto incontrare personaggi alquanto singolari che lui osserva con lo sguardo innocente e curioso di un bambino. Questi personaggi rappresentano degli stereotipi comuni, dallo scienziato che viene preso sul serio solo dopo aver indossato degli abiti "seri", al vanitoso che crede di essere al centro del mondo, fino al narratore/autore, che deve imparare di nuovo a vedere il mondo con gli occhi di un bambino. Tra i temi trattati spicca anche la "crudeltà" degli adulti nei confronti dei più piccoli, come racconta il narratore riguardo il suo disegno del serpente che aveva ingoiato un elefante, scambiato da tutti per un cappello, oppure il tema del giudizio che si basa solamente sull'aspetto esteriore,come nel caso dello scienziato che ho citato sopra. Impossibile non commuoversi quando il piccolo principe si congeda dalla volpe che aveva addomesticato, o quando decide di tornare sul suo pianeta e promette all'autore un dono molto speciale ogni volta che guarderà le stelle. Una storia incredibile, pensata sì per i bambini, ma forse più adatta ai grandi che hanno dimenticato tante cose importanti e hanno bisogno di impararle di nuovo; un libro piccolino e veloce da leggere, ma che contiene molti più insegnamenti di tanti libri con il doppio delle pagine. Un libro che fa sognare, piangere, sorridere e che, soprattutto, ci insegna a guardare il mondo con altri occhi.
                                                                                                                                         - Lizzie

La frase della settimana

"Tutte le ore feriscono, l'ultima uccide"
                                         Seneca
                                                -Lizzie

giovedì 9 novembre 2017

Amore Liquido - Zygmunt Bauman


Zygmunt Bauman fu uno dei maggiore intellettuali europei: sociologo, filosofo e accademico interprete della società contemporanea. Ha vissuto e insegnato in Polonia prima di trasferirsi in Inghilterra, a causa delle sue origini ebraiche, dove ha vissuto fino alla sua morte avvenuta il 9 gennaio 2017 all’età di 91 anni.
L’opera “Amore liquido” è stata pubblicata nel 2003 con il titolo: “Liquid Love. On the Fraility of Human Bonds.” presso Publishinf Lrd, Oxfors.
In questo libro Bauman analizza la società occidentale contemporanea con particolare riguardo per le relazioni umane e i legami affettivi che si instaurano, o, per meglio dire, tentano di instaurarsi in essa, cercando di coglierne i significati e le implicazioni sociali.
Il libro non possiede una struttura narrativa lineare, infatti, come lo stesso autore afferma nel primo capitolo, esso ha la forma di un agglomerato eterogeneo di brani che permettono al lettore di sospendere la lettura in qualsivoglia momento, senza perdere il senso della riflessione e tradirne l’importanza. Tuttavia, dopo la lettura del libro, si può notare come, in realtà, esso segua una climax ascendente, per la quale si parte dall’analisi delle relazioni nella società liquido-moderna del singolo individuo, proseguendo nella trattazione delle relazioni famigliari e infine della società, in un primo momento esplicandone le strutture e successivamente offerndo una lettura sociologica di alcuni problemi odierni. In ciascuno dei quattro capitoli vengono ripresi concetti fondamentali, quali: l’amore, la famiglia (rapporto di filiazione e affinità), il capitalismo, il consumismo, la globalizzazione, l’immigrazione e la teconologia, sviluppandoli in modo sempre più approfondito, cosicchè si riesce a cogliere l’ampiezza della descrizione fornita solo alla conclusione dell’opera.
L’analisi di Bauman riguarda la società liquido-moderna di appartienenza dell’ “uomo senza legami”, il quale ha perso la capacità di tessere relazioni significative e durevoli, poichè immerso in un mondo globalizzato ed estremamente veloce, nel quale per governare le leggi imposte dal cosumismo ha perso la capacità di instaurare relazioni e rapporti durevoli con l’altro uomo.
Noi siamo “l’uomo senza legami”, oggetto e soggetto del libro: ognuno di noi è un uomo che non è in grado di instaurare un rapporto durevole o una relazione significativa. 
L’analisi di Bauman si conclude con questa riflessone e successiva domanda: Kant sosteneva che l’uomo e la società umana fossero paragonabili alla perfezione della sfera e che pertanto concluse le atrocità momentanee si sarebbe giunti ad uno stato perfetto di benevolenza ed ospitalità, oggi ciò non è ancora successo, anzi siamo più ficini ad uno stato di conflagrazone che di armonia; il nostro furuto come sarà:approderemo nella filantropia o nella distruzione?

La lettura di questo libro è  molto importante, poichè permette di riflettere sulla nostra società in modo aproffondito, ma allo stesso tempo distaccato, permettendoci di porsi nuove domande, ottenendo anche anche molte spiegazioni e risposte sulle nostre dinamiche sociali."Amore Liquido" permette di capire come i nostri movimenti appaionano ed influiscano a livello globale e di comprendere alcunii problemi sociali più caldi del nostro tempo, in modo originale e per nulla scontato. Lo stile di Bauman è molto interessante,  poichè non presenta mai il problema in modo semplice e immediato, ma guida il lettore nella riflessone attraverso citazioni, raginamenti e teorie cosicchè si colga il centro dell’argomentazione solo a discorso inoltrato. 

-Fleur

sabato 4 novembre 2017

La frase della settimana

-SHE TOOK ME TO THE ELFIN GROT..-
La Belle Dame sans Merci
-FLEUR

Felicità raggiunta - Eugenio Montale



Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

mercoledì 1 novembre 2017

Thor Ragnarok



Thor Ragnarok
Regia:Taika Waititi
Cast: Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Cate Blanchett, Idris Elba, Tessa Thompson, Mark Ruffalo, Anthony Hopkins
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Il terzo film della Marvel dedicato al dio del tuono si rivela assolutamente incredibile: in questo capitolo della serie, Thor si ritrova ad affronta e Hela, la dea della morte, personaggio magnificamente interpretato da Cate Blanchett che però, ammettiamolo, si sarebbe meritata qualche scena in più. Il film inizia, come sempre, con una battaglia e con lo smascheramento da parte di Thor di suo fratello Loki (il miglior personaggio della Marvel di sempre), il quale aveva preso le sembianze del padre Odino, re di Asgard. Poco dopo, in seguito ad alcune vicende che non voglio spoilerare, ma che includono un incontro alquanto particolare con dottor Strange, i due fratelli si ritrovano a dover affrontare Hela e finiscono su di un pianeta alquanto particolare, dove Thor viene catturato e venduto come gladiatore mentre Loki, scaltro come sempre, diventa amico dell'uomo più potente del pianeta. Durante la sua prima battaglia, Thor si ritrova come avversario niente meno che Hulk, altro membro degli Avengers prigioniero come lui; a questo punto la vera missione inizia ed un'improbabile squadra si ritrova a combattere contro Hela, che nel frattempo ha distrutto Asgard. Il film è pazzesco, non ci si annoia neanche per un secondo, la comicità è superiore rispetto ai film precedenti (meravigliosa la scena, che ricorda quella del primo film sugli Avengers, in cui Loki dice che Thor è suo fratello adottivo), i personaggi sono vivi e vibranti, ci sorprendono continuamente e si arriva alla fine con il fiato sospeso. Il personaggio di Thor, a mio parere, è migliorato rispetto ai film precedenti, è più umano poichè non ha più il suo martello e ho adorato il rapporto che ha con Loki, che, come ho già detto, reputo il miglior personaggio Marvel di sempre (senza contare che possiede la superba bellezza di Tom Hiddleston). Molto intrigante la dea della morte, con una storia alquanto particolare alle sue spalle, mozzafiato gli effetti speciali e la colonna sonora e poi lo scontro tra il dio del tuono e la dea della morte potrebbe essere un richiamo a "Frankenstein" di Mary Shelley, creatura formata da parti di cadaveri e quindi morta che prende vita grazie ad un fulmine. Comunque sia, "Thor Ragnarok" è uno dei film Marvel più riusciti, da vedere assolutamente.
                                                                                                 -Lizzie

martedì 31 ottobre 2017

I monologhi della vagina

Tra i libri consigliati da Emma Watson sul suo club del libro "Our shared shelf" si trova anche "I monologhi della vagina" di Eve Ensler. L'autrice trascrive un adattamento dell'omonimo spettacolo teatrale , tenuto da lei, in cui racconta storie di donne e del loro rapporto con sessualità e con la propria vagina, rapporto spesso vissuto in maniera tragica, a causa delle difficoltà che tutte noi ci troviamo a vivere quando si tratta della nostra vagina poichè essa, nonostante sia l'origine della vita (perchè si da il caso che i bambini nascano proprio da lì) viene spesso considerata come un qualcosa di negativo, una cosa "sporca", di cui è meglio non parlare, una cosa che non viene quasi mai chiamata con il suo nome, anzi è la parte del nostro corpo a cui diamo più soprannomi in assoluto (dopotutto, nessuno si sognerebbe mai di chiamare il proprio braccio con un altro nome, mentre i casi in cui chiamiamo l'organo sessuale femminile con il suo nome sono davvero molto pochi). E spesso, proprio a causa della loro vagina, le donne vengono discriminate, picchiate, stuprate e addirittura considerate oggetti. Come nel caso delle "donne di conforto", verificatosi in Giappone durante la seconda guerra mondiale, quando numerosissime donne, alcune delle quali non avevano ancora neanche il ciclo, furono costrette a prostituirsi per i soldati che tornavano dalle campagne navali, donne che non venivano considerate per ciò che erano, ma solo per la loro vagina, donne che hanno subito ogni tipo di violenza, che a guerra finita sono tornate a casa e sono state riaccolte con durezza dalle loro famiglie a causa di ciò che erano state costrette a fare, donne che non hanno ancora ricevuto le scuse che si meriterebbero dal governo giapponese. Ma il libro non parla solo di queste donne, parla di molte altre che sono state stuprate, picchiate o che, a causa di un malinteso, si sono ritrovate in situazioni complicate, che hanno perso l'affetto della famiglia e la fiducia in loro stesse, senza riuscire a vivere una vita sessuale tranquilla. Ecco che cos'è "I monologhi della vagina": un libro difficileda leggere, ma indispensabile per comprendere meglio perchè abbiamo bisogno del femminismo e quanto possa essere difficile convivere con una vagina.
                                                                                                -Lizzie

lunedì 30 ottobre 2017

La frase della settimana

"Che cos'è la vita se non un sogno?"
                                       Lewis Carrol
                                                    -Lizzie

lunedì 23 ottobre 2017

La frase della settimana

" Come la profondità del mare che resta sempre immobile per quanto agitata ne sia la superficie"
-Winckelamnn


Fleur         

lunedì 16 ottobre 2017

La frase della settimana

"La mente può rendere il paradiso un inferno e l'inferno un paradiso"
                                                            John Milton
                                                                            -Lizzie

sabato 7 ottobre 2017

Il trionfo di Bacco e Arianna - Lorenzo il Magnifico


Quant’è bella giovinezza, 
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Quest’è Bacco e Arïanna,
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ’l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.

Queste ninfe anche hanno caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo
se non gente rozze e ingrate:
ora, insieme mescolate,
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio, è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altri poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siam, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c’ha a esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Cosa visitare a Praga

Praga, capitale della Repubblica Ceca, è una città piena di storia e di luoghi incantevoli che ti lasciano senza fiato, una città da visitare assolutamente perché passeggiando per le sue magnifiche vie si ha quasi l'impressione di tornare indietro nel tempo poiché si è circondati da edifici che appartengono al passato e mostrano la grandezza della città. Ovviamente una delle prime tappe da fare è la famosa piazza San Venceslao, la cui lunghezza può essere compresa solo percorrendola (credetemi), per poi passare alla città vecchia e all'orologio astronomico che, a mezzogiorno, mostra un magnifico ed inquietantissimo carillion che viene suonato dalla morte; naturalmente bisogna anche entrare nelle magnifiche chiese sparse nel centro, come quella di Santa Maria della neve ed ammirare la statua alquanto particolare di un uomo che cavalca un cavallo al contrario,collocata in un "passaggio" chiamato Lucerna. Bisogna poi salire sulla Torre delle Polveri, dalla quale si può ammirare Praga dall'alto e visitare il Castello di Praga, luogo dov'è avvenuta la famosa "defenestrazione" e quella che, personalmente, credo sia la chiesa più bella che io abbia mai visto: la cattedrale di San Vito, le cui vetrate vi lasceranno senza fiato. Non si può dire di essere stati a Praga se non si va sul meraviglioso Ponte Carlo, tanto famoso quanto caratteristico ed incantevole, e soprattutto è obbligatorio andare a Vysehrad, punto panoramico mozzafiato dove bisogna visitare assolutamente la chiesa di San Paolo e Pietro ed il cimitero di Slavìn, per poi scendere sul lungofiume e ammirare la famosa Casa Danzante (che, a mio parere, è carina,ma non può certo essere paragonata ad altri monumenti infinitamente più belli). Molto bello è il Museo d'arte moderna, ma temo che sia visitabile solo per le scuole ed immancabile è il quartiere ebraico, nel quale si trova un orologio molto particolare poiché gira al contrario, mentre, se avete l'occasione di andare fuori Praga, molto bello è il castello di Karlstejn; inoltre, essendo andate con la scuola (grazie ad uno scambio culturale, esperienza di cui vi parleremo in un altro articolo) abbiamo avuto la possibilità di "visitare" l'ospedale psichiatrico di Bohenice, luogo incredibile sotto molti punti di vista.
                                                                                                     -Lizzie

lunedì 2 ottobre 2017

Dunkirk

Dunkirk
Regista: Christopher Nolan
Cast: Fionn Whitehead, Mark Rylance, Cillian Murphy, Tom Hardy, Harry Styles, Kenneth Branagh, James D'Arcy, Aneurin Barnard, Jack Lowden

Sul fatto che Christopher Nolan sia uno dei migliori registi di sempre non ci sono dubbi, ma penso proprio che con "Dunkirk" si sia davvero superato perché quando sono uscita dal cinema ero senza parole. I film di guerra sono un genere che mi piace molto, ma devono essere fatti bene, soprattutto non amo quando mostrano troppo sangue e si, so bene che i campi di battaglia sono cosparsi di sangue ed interiora, ma sono fermamente convinta che un buon film sia in grado di esprimere la crudeltà della guerra senza dover mostrare tutto ciò ed è esattamente ciò che "Dunkirk" fa. Basato sulla storia vera del salvataggio, definito miracoloso, di una buona parte dell'esercito britannico imprigionato sulle spiagge di Dunkerque, in Francia, durante la seconda guerra mondiale, il film segue principalmente la storia di un giovane ragazzo, interpretato magnificamente dal giovane Fionn Whitehead, due aviatori, interpretati da Cillian Murphy e Tom Hardy, e del signor Dawson, un uomo comune che parte a bordo della sua barchetta, accompagnato dal figlio e da un altro ragazzo, verso la spiaggia di Dunkerque e che è interpretato da Mark Rylance; personaggi con un passato che non ci viene raccontato e che quindi possiamo giudicare solo in base alle loro azioni e alle loro scelte che avvengono durante questa prigionia. Naturalmente, come dimenticarlo, nel cast si trova anche Harry Styles, per il quale io nutro una profonda antipatia che, lo ammetto, mi ha fatto risultare ancora più sgradevole il suo personaggio. Comunque sia, la prima cosa che si nota guardando "Dunkirk" è il silenzio: non i soliti rumori violenti che caratterizzano i film di guerra (e che comunque figurano nelle scene degli attacchi), ma i lunghi silenzi resi possibili dalle poche battute presenti; eppure le emozioni ci sono e sono anche molto intense, che emergono soprattutto dall'incredibile bravura degli attori nell'esprimerle attraverso il corpo, i gesti, il viso, lo sguardo. "Dunkirk" è un film che arriva all'anima, un film che trasmette emozioni impossibili da spiegare, un film che bisogna vedere per poterlo capire davvero. Forse perché, più che guardarlo, è un film che va vissuto, reso vivo dalla bravura degli attori che recitano in silenzio e dal genio assoluto di Christopher Nolan. Pertanto è inutile dilungarci in chiacchere, correte a vederlo e diteci cosa ne pensate!
                                                                          -Lizzie

L'ora nostra - Umberto Saba

Sai un'ora del giorno che più bella
sia della sera? tanto
più bella e meno amata? È quella
che di poco i suoi sacri ozi precede;
l'ora che intensa è l'opera, e si vede
la gente mareggiare nelle strade;
sulle mole quadrate delle case
una luna sfumata, una che appena
discerni nell'aria serena.
È l'ora che lasciavi la campagna
per goderti la tua cara città,
dal golfo luminoso alla montagna
varia d'aspetti in sua bella unità;
l'ora che la mia vita in piena va
come un fiume al suo mare;
e il mio pensiero, il lesto camminare
della folla, gli artieri in cima all'alta
scala, il fanciullo che correndo salta
sul carro fragoroso, tutto appare
fermo nell'atto, tutto questo andare
ha una parvenza d'immobilità.
È l'ora grande, l'ora che accompagnameglio la nostra vendemmiante età.

La frase dela settimana










  
 "Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce"
Blaise Pascal

 -Fleur

lunedì 25 settembre 2017

La frase della settimana

"Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso" 
                                                                   Lev Tolstoj
                                                                          -Lizzie

lunedì 18 settembre 2017

La frase della settimana

"E chi ama il tuo corpo, non si disparte e se ne va via, se quel non è più in fiore?"
Socrete-Alcibiade

-Fleur

martedì 5 settembre 2017

La frase della settimana

"Al giorno d'oggi si conosce il prezzo di ogni cosa, ma si ignora il valore di tutto"
                                                                                          -Lizzie

lunedì 28 agosto 2017

La frase della settimana

"Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose ci si può spingere a cercare quel che c'è sotto. Ma la superficie delle cose è inseauribile."

                                             
Italo Calvino - Palomar

                                                                                                        -Fleur

mercoledì 23 agosto 2017

Spiderman Homecoming

Spiderman Homecoming
Regista: Jon Watts
Cast: Tom Holland, Michael Keaton, Jon Favreau, Marisa Tomei, Robert Downey jr, Zendaya

Ave atque vale lettori!
Ebbene sì, oggi parliamo di uno dei film più discussi del momento: Spiderman Homecoming. Dopo aver introdotto il giovane Peter Parker in "Captain America: civil war", la Marvel ha deciso di dedicare un intero film al supereroe adolescente che deve ancora imparare ad usare i suoi poteri e che desidera essere un avenger, ma a cui tocca andare a scuola, fare i compiti e soprattutto tenere segreta la sua identità. Ad interpretare il supereroe quindicenne che indossa sempre magliette spiritose è stato Tom Holland, leva 1996, che ha fatto, a mio parere, un lavoro pazzesco ed è riuscito a rendere reale Peter Parker in tutti gli aspetti che caratterizzano un  ragazzino nerd di quindici anni preso in giro dai compagni più popolari e con una cotta non tanto segreta per una ragazza dell'ultimo anno un po' troppo bella per lui (o almeno così crede). Non si può negare che la sfida più grande affrontata da Tom Holland non è stata tanto la preparazione fisica quanto l'inevitabile confronto con i precedenti Spiderman interpretati da Tobey Maguire ed Andrew Garfield in film molto diversi; nonostante io ami follemente i film di "The amazing Spiderman",ho adorato questa nuova "versione" dell'uomo ragno per due motivi: innanzitutto il film, a differenza dei precedenti, non inizia con il ragno che morde Peter conferendogli i suoi poteri, ma con l'ingresso, seppur provvisorio, del ragazzo negli avengers (Civil War) e con il successivo "abbandono" (che in realtà è più un allontanamento) da parte del suo mentore Tony Stark e pertanto ci viene risparmiata una nuova versione di come abbia fatto il giovane Peter Parker a diventare Spiderman e si inizia con lui che ha già piena (o quasi) conoscenza dei suoi poteri. Il secondo motivo è che vengono affrontati direttamente i problemi della vita da liceale, dall'amore impossibile al migliore amico disposto ad aiutarci in tutto,con umorismo e una specie di comicità che strappa sempre un sorriso. Un'altra delle caratteristiche migliori del film, oltre agli effetti speciali, è il cattivo, interpretato da Michael Keaton, poichè dobbiamo ammettere che quello che conta davvero in un film di supereroi non è tanto l'eroe in se quanto il suo avversario malvagio, ed è sensazionale il colpo di scena che avviene la sera del ballo (chi ha visto il film capirà). In sostanza, "Spiderman Homecoming" è un film assolutamente da vedere, con un cast pazzesco, effetti speciali molto molto belli, una colonna sonora formidabile (bellissimi i titoli di coda un po' alternativi) che ha retto il confronto con tutti i precedenti film sul supereroe e che quindi non può mancare nel repertorio di ogni fan della Marvel. E,se non lo avete ancora visto, aspettate la fine dei titoli di coda per una bella sorpresa!
                                                                              -Lizzie

lunedì 21 agosto 2017

La frase della settimana

"Tutti vedono ciò che sembri,pochi vedono ciò che sei realmente"
                                         Niccolò Machiavelli
                                                                             -Lizzie

lunedì 14 agosto 2017

La frase della settimana

"Tutto ciò che esiste esiste, esiste perchè è nella nostra mente."
                                             

La voce invisibile del vento - Clara Sàncez

                                                                                                        -Fleur

mercoledì 9 agosto 2017

In memoria di Chester Bennington

Ave atque vale lettori!
Come molti ormai sapranno,il 20 luglio di quest'anno, Chester Bennington, cantante dei Linkin Park, si è suicidato. Questo fatto ha colpito tutti, fan e non del gruppo, poichè la voce di Chester è stato un po' l'inno di un'intera generazione, ha rassicurato migliaia di persone facendo capire loro che non erano sole e che essere diversi non è una cosa negativa, è stata la sua voce che ha spinto molte persone tanti giovani a non arrendersi e a continuare a lottare. In molti hanno giudicato duramente la decisione del cantante di togliersi la vita, ma a questo proposito io non me la sento di esprimermi perchè sicuramente non sarà stato semplice per lui arrivare a questa decisione e nessuno può criticarlo al riguardo. Personalmente, sono venuta a conoscenza del suo suicidio in modo alquanto particolare poichè è stata mia sorella, a cui i Linkin Park non piacciono, a dirmelo e la mia prima reazione è stata un <<Ah,okay>>, ma poco più di un secondo dopo ho realmente elaborato che cosa avevo appena sentito e sono entrata su twitter per averne una conferma. A quel punto ho iniziato a sentirmi strana e mi è tornato in mente il momento in cui, a quindici anni, schiaccia il tasto "play" del mio cellulare ed ascoltai per la prima volta "Castle of glass". Ricordo che pensai <<Ecco la musica che voglio ascoltare>> ed in quel momento i Linkin Park sono diventati parte integrante della mia vita poichè le loro canzoni hanno il potere di farmi provare emozioni vive,forti, di cambiarmi d'umore, di rassicurarmi quando sono triste, di farmi sfogare quando sono arrabbiata e soprattutto mi fanno compagnia praticamente ogni giorno della mia vita. Neanche un mese prima che avvenisse questo tragico fatto avevo promesso a me stessa che sarei andata ad un loro concerto la prossima volta che sarebbero venuti in Italia, che avrei sentito le loro canzoni dal vivo, che le avrei cantate insieme ad altre persone mentre lo stesso Chester le cantava, ma questo mio sogno è destinato a rimanere tale. Eppure, nonostante tutto, Chester Bennington non è mai morto perchè continua a vivere non solo nelle persone che lo conoscevano davvero, ma anche nei suoi fan e soprattutto nelle canzoni dei Linkin Park, in quei testi che emozionano ogni giorno milioni di persone e lo rendono immortale.
                          "When the lights go out and we open our eyes,
                          Out there in the silence, I'll be gone, I'll be gone
                          Let the sun fade out and another one rise                           
                        Climbing through tomorrow, I'll be gone, I'll be gone
 "                                                                                                 I'll be gone- Linkin Park                                                                                                                                                                                                                   -Lizzie

#Musica

martedì 8 agosto 2017

Agosto, Caldo ed Emergenza Turisti!

Ave atque vale lettori!
Siamo ad agosto, tempo di vacanze e  riposo, e una dei temi "caldi" dalla nostra televisione è "l'emergenza turisti".
Per l'Italia il settore terziario è una voce fondamentale dell'economia del paese, tuttavia quest'anno sembra che i turisti e in particolare i protagonisti del turismo "mordi e fuggi", arrechino più danno che guadagno ad alcune delle nostre città più belle (si pensi a Venezia, Roma e Firenze) e cospicuo disagio agli abitanti delle località turistiche con la loro maleducazione e mancanza di rispetto sia per i luoghi che per gli abitanti della penisola.
Ampliando lo sguardo, possiamo accorgerci, però, che il problema non è solo itliano, ma rientra nel più grande fenomeno del "turismo globale", il quale rappresenta il 10%  del Pil a livello mondiale (come riportato dall'Organizzazione mondiale del turismo, in riferimento al 2016) ed ha di fatto trasformato l'intero pianeta in una gigantesca meta di viaggi e soggiorni, non senza implicazioni umane e siociali. Il turismo di "massa" può, infatti, essere considerato, sotto molti aspetti, una nuova forma di colonialismo che sfrutta le risorse locali per l'arricchimento del 
cosidetto "mondo occidentale", in quanto gestito da multinazonali con criteri di puro profitto, le quali spesso trasformano le culture tradizionali in attrazioni turistiche con consecutivo sradicamento e progressiva scomparsa delle culture locali, come avviene con le spettacolari danze tribali di villaggi Dogon del Mali, o per le tribù del Kenia o le popolazioni della Papua Nuova Guinea. 
In sintonia con il fatto che il 2017 è stato proclamato "Anno internazionale del turismo sostenibile" dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e visti i recenti comportamenti registrati da parte dei turisti mi sembrerebbe importante favorire una politica di sviluppo turistico mirata alla nascita di un turismo sostenibile, strumento per lo sviluppo sociale ed economico. Il turismo responsabile suggerisce un atteggiamento di rispetto dei luoghi e delle persone che si incontrano nei viaggi, la sua etica pensa alle generazioni future, le quali dovrebbero poter godere dei beni naturalistici ed architettonici del presente e all'ambiente.
Dal momento che anche tu, lettore, starai per affrontare una vacanza o un viaggio, vorrei condividere con te il "
Vademecum del turista responsabile" scritto dall'antropologo italiano Duccio Canestrini, il quale si richiama ai principi del turismo sostenibile elaborati in un documento dell'Associazione Italiana Turismo Rosponsabile per diffondere una nuova cultura del viaggio improntata all'apertura, alla disponibilità e alla pazienza e il quale mi è stato molto utile per vivere con il giusto spirito alcuni miei viaggi con originalità, spensieratenzza e serendipità.
"Chiediti perchè viaggi: è importante saperlo
Informati sulla storia e sulla cultura del paese di destinazione
Fatti spiegare dal tuo agente di viaggio quel è la sua etica
Chiedi quale percentuale del prezzo del viaggio va alle comunità ospitanti
Metti in valigia lo spirito di adattamento
Lascia a casa le certezze
Rispetta le persone, l'ambiente e il patrimonio socio-culturale
Non chiedere privilegi o pratiche che causino impatto negativo
Se possibile, arrangiati con la lingua locale senza imporre la tua
Non ostentare ricchezza stridente rispetto al tenore di vita locale
Prima di efettuare scatti fotografici o  riprese video chiedi il premesso
Non adottare comportamenti offensivi per usi e costumi locali
Non cercare l'esotico, cerca l'autentico
Non accontentarti delle diapositive: pensa ai rapporti umani
Coltiva le relazioni una volta rientrato
Mantieni le promesse fatte in viaggio."
("Andare a quel paese. Vademecum del turista responsabile")


#Attualità #Estate
                                                                                                                            -Fleur


Fonti: -Quotidiano "Avvenire";
           - "Antropologia Teorie, temi e metodi" Autori: Elisabetta Clemente,Rossella Danieli Casa editrice: Paravia;