domenica 11 febbraio 2018

Anna Bolena

Tra i personaggi storici di cui i libri parlano, ma non raccontano, un posto importante spetta proprio a lei: Anne Boleyn, italianizzato Anna Bolena, regina consorte d'Inghilterra dal 1553 al 1556 e madre della regina Elisabetta I.

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Figlia di sir Thomas Boleyn e di lady Elizabeth Howard, la giovane Anna aveva anche una sorella Mary e un fratello George, a cui era particolarmente legata. Per parte materna, i giovani erano imparentati con una delle famiglie più nobili e potenti d’ Inghilterra, mentre il padre era stato un abile uomo politico e,per la sua notevole conoscenza delle lingue, aveva svolto diversi incarichi diplomatici all’estero. Grazie ai rapporti intessuti da sir Thomas, la giovane Anna e sua sorella poterono recarsi in lunghi soggiorni all’estero, nei Paesi Bassi prima (dove Anna fu damigella d’onore di Maria D’Asburgo), in cui le giovani inglesi poterono godere di un’attenta istruzione, cosa molto rara per le donne all’epoca, e successivamente anche in Francia, a Parigi, presso la corte di Maria Tudor (sorella del sovrano inglese e consorte del re di Francia) e poi della successiva sovrana Claudia di Valois-Orléans, presso le quali poté godere del privilegio di svolgere il ruolo di damigella d’onore.
Qui, alla corte francese, Anna Bolena affinò la sua cultura e venne educata all’arte, alla musica, alla poesia, alla filosofia e alla letteratura, apprendendo la lingua francese. Probabilmente grande merito nella sua educazione è da attribuire a  Margherita d’Angoulême. La sorella Mary divenne amante di Enrico VIII, angosciato dall’idea di non avere eredi maschi, poiché dei molti figli avuti dalla moglie Caterina D’Aragona, soltanto la figlia Maria (che diventerà "Maria la sanguinaria) sopravvisse. All’epoca la moglie era piuttosto provata a livello di salute e non era più in età fertile e così il sovrano sperava in un figlio  "bastardo" che potesse salvare il trono inglese dalla guerra civile. Probabilmente il primo figlio avuto da Mary Boleyn, sposata con William Carrey, fosse proprio del re, nonostante egli non l’abbia mai ufficialmente riconosciuto, ma comunque  la relazione di Enrico VIII con la giovane Bolena finì presto, come le precedenti relazioni del re con le sue amanti, delle quali  l’unica che seppe "tenerlo in scacco" proprio Anna Bolena. Il sovrano aveva già da tempo notato la giovane figlia di sir Thomas, poiché, a causa del suo comportamento audace, della sua intelligenza, grazia e acume, era  una donna che non passava inosservata, perché dotata di uno spirito caparbio e un temperamento vibrante. Anna non era propensa a rimanere nell’ombra e, data anche l’esperienza della sorella, non mirava a diventare una delle innumerevoli amanti del sovrano: la sua ambizione la guidava verso l’adozione di un’atteggiamento più cauto, per conquistare definitivamente non solo il cuore del re ma un posto al suo fianco.Iniziò così la strategia del diniego messa in atto da Anna che, non concedendosi al re, reclamava la necessità di garanzie in merito al mantenimento del suo “buon nome” e la certezza che i figli che lei avesse eventualmente donato al re non sarebbero stati considerati  bastardi. Anna pretendeva,insomma, che la sua figura venisse ufficialmente riconosciuta, così che concedendosi al re, non sarebbe stata additata come sua concubina e, allo stesso tempo, per far sì che anche i suoi figli venissero ufficialmente riconosciuti. Pertanto chiedeva di diventare regina.Le pressioni del desiderio e della mancanza di eredi cominciarono ad esercitare un forte controllo su Enrico VIII che chiese aiuto ai suoi consiglieri affinché trovassero un escamotage ulteriore (oltre a quello di non avergli dato alcun erede di sesso maschile) che gli consentisse di allontanare la regina dal trono. Un appiglio venne rinvenuto nella presunta mancata verginità della sovrana al momento del matrimonio con Enrico (ella era stata la moglie del principe Arturo, fratello del sovrano che, tuttavia, era deceduto prematuramente circa quattro mesi dopo il matrimonio ed era stato confermato che i due sposi non avessero ancora consumato le nozze), se fossero riusciti a dimostrare tale accusa il matrimonio poteva essere prosciolto. Caterina D’Aragona, sicura della propria innocenza, seppe ben difendersi dalle accuse infamanti, anche perché aveva dalla sua parte l’appoggio di alcuni membri del consiglio (soprattutto alcuni vescovi cattolici), del popolo e soprattutto del Papa.Anna Bolena aveva intuito che la battaglia per la vittoria sarebbe stata lunga e complessa e quella con il re divenne una questione di stato, e mentre la giovane promessa sposa non si accontentava del semplice allontanamento da corte della regina in un convento, i due nuovi sovrani si sposarono in segreto, ricevendo immediatamente il mancato riconoscimento della loro unione da parte della Santa Sede, e ben presto la notizia della gravidanza di Anna fornì al re nuova carica per sferrare “l’attacco finale”. In quel periodo la Bolena aveva probabilmente persuaso il sovrano della necessità di ridimensionare l’apporto della Chiesa nelle questioni di Stato, anche perché quest’ultima esercitava inoltre una notevole pressione fiscale, attraverso la riscossione delle decime, sul bilancio inglese.Questo condusse Enrico VIII, sempre meno paziente e ormai cosciente dell’impossibilità di prosciogliere il suo matrimonio per mezzo delle accuse mosse alla regina, a scrivere personalmente una missiva al Papa con cui chiedeva l’annullamento del suo precedente matrimonio e il riconoscimento di quello nuovo con Anna Bolena. Di fronte all’ennesimo rifiuto il Parlamento inglese, nel quale era stato nel frattempo eletto come primo ministro per nomina regia Thomas Cromwell , iniziò ad emanare a partire dal 1532/1533 una serie di atti tra cui l’Atto di successione, che garantiva ai futuri figli di Anna Bolena il riconoscimento come eredi al trono, e soprattutto,  il più importante di questi L’Act of Supremacy (1534) o Atto di Supremazia, con il quale il sovrano Enrico VIII  veniva riconosciuto come capo della Chiesa d’Inghilterra. Era avvenuto lo scisma anglicano, in nome di un’unione, quella tra il re e Anna Bolena, che avrebbe cambiato il volto dell’Inghilterra per sempre.La nuova regina  aveva acquisito anche un potere politico notevole e mostrò da subito le sue straordinarie doti diplomatiche, soprattutto nei confronti dei rapporti con la Francia. Mostrò di essere  molto perspicace, particolarmente volitiva e lungimirante negli affari di stato, tanto quasi, si dice, da superare lo stesso sovrano, su cui aveva d’altronde un forte ascendente, tanto che i maligni parlarono di sue particolari doti da cortigiana o, accusa ancora più grave all’epoca e condivisa dal popolo, che lei lo avesse in qualche modo stregato, con un maleficio, in quanto solo a lei in quanto “figlia di Satana” si poteva attribuire il motivo della rottura con la Chiesa di Roma.Iniziarono così a circolare voci sulla sua presunta “natura di strega” e gli stessi rapporti con il re, da sempre piuttosto burrascosi per il carattere fiero di lei e la gelosia nei confronti delle numerose amanti del sovrano, entrarono in crisi quando Anna dette alla luce il primo figlio: una bambina, che venne chiamata  Elizabeth (la futura grande sovrana Elisabetta I). L’ennesima figlia femmina non era una notizia felice per il sovrano che in nome di quel matrimonio aveva persino ottenuto la scomunica dal Papa e aveva cambiato la fisionomia del regno inglese. Alla prima gravidanza ne seguirono altre due, forse tre, tutte finite in aborti spontanei, anche se ufficialmente si parla di un’unica ulteriore gravidanza terminata prematuramente con la perdita di un figlio maschio. Quest’ultima notizia allontanò definitivamente Enrico VIII che aveva già in progetto un nuovo matrimonio, il terzo, che poteva avvenire solo allontanando Anna Bolena ripudiandola.Gli ultimi studi hanno presentato l’ipotesi sempre più realistica dell’identificazione di Thomas Cromwell come il fautore dell’intero piano per sbarazzarsi della sovrana, divenuta ormai scomoda. Iniziarono così a circolare voci sulla presunta infedeltà della regina, tra i cui amanti annoverava anche il fratello George. Tutti i sospettati vennero arrestati e torturati, fino alla condanna a morte per almeno cinque di loro, compreso George Bolena che fino al momento della sua esecuzione pubblica si dichiarò sempre innocente.La regina dunque venne incriminata di alto tradimento (perché sospettata di aver tramato con i suoi amanti una congiura per deporre il re), di adulterio e addirittura d’incesto. Nonostante per tutta la durata del processo ella si dichiarasse più volte innocente, manifestando la sua devozione e il suo amore per il re-consorte, venne comunque dichiarata colpevole e condannata a morte.La sua esecuzione pubblica per decapitazione avvenne proprio la mattina del 19 Maggio 1536, il re aveva ordinato che questa avvenisse per mezzo di una spada (sia perché molto più degna ad una regina, sia perché molto più efficace e immediata come arma di offesa).Moriva così Anna Bolena, una delle figure storiche più interessanti e <<la donna che aveva cambiato per sempre il volto dell’Inghilterra>>.
Monumento commemorativo nel punto in cui, presumibilmente, si trovava il patibolo per le persone importanti e dove vennero decapitate Anna Bolena e sua cugina Katherine Howard, quinta moglie di Enrico VIII.
Torre di Londra.

                      -Lizzie

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