"Facciamo la guerra per poter vivere in pace"
Aristotele
-Lizzie
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mercoledì 27 dicembre 2017
sabato 23 dicembre 2017
Luci e ombre della democrazia
In seguito all'indipendenza, gli Stati Uniti d'America approvarono la costituzione nel 1787 e si configurarono di fatto com la prima forma veramente moderna di democrazia.
Fu allora che nel 1831 il governo francese inviò negli Stati Uniti un suo magistrato: Alexis de Tocqueville affinchè studiasse il sistema del paese; l'esito della sua analisi è contenuta nell'opera "La democrazia in America".
L'aspetto della democrazia statunitense che più attirò l'attenzione del magistrato fu la condizione di uguaglianza di tutti i membri della società. Questa situazione è responsabile della formazione di due particolari atteggiamenti costanti tra gli appartenenti alla società democratica: da un lato il forte individualismo e arrivismo, conseguenti alla possibilità di mobilità sociale, dall'alto la simpatia e la solidarietà nei confronti dell'altro in quanto considerato come uguale, concreteizzate nel dialogo e nella mitezza dei comportamenti. Tuttavia, osserva Tocqueville, mancano al cittadino del regime democratico l'eroismo, la magnimità, l'abnegazione, ovvero tutti i grandi slanci e i sentimenti nobili che hanno caratterizzato le epoche precedenti, per lasciare spazio ad una tranquilla mediocrità. La democrazia sembra allora favorire la tendenza al conformismo e appare come il travestimento per una nuova forma di dispotismo: quello del pensiero, la cui arma è l'anniientamento morale di chi non si adegua alle opinioni della maggioranza. La libertà si configura, allora, come qualcosa di soltanto ideale, in quanto realizzabile nel limite prefissato dall'opinione pubblica, è allora indispensabile essere consapevoli dei rischi che questa forma di Stato può comportare e non ignorarli.
Afferma Tocqueville nella sua opera:
Fu allora che nel 1831 il governo francese inviò negli Stati Uniti un suo magistrato: Alexis de Tocqueville affinchè studiasse il sistema del paese; l'esito della sua analisi è contenuta nell'opera "La democrazia in America".
L'aspetto della democrazia statunitense che più attirò l'attenzione del magistrato fu la condizione di uguaglianza di tutti i membri della società. Questa situazione è responsabile della formazione di due particolari atteggiamenti costanti tra gli appartenenti alla società democratica: da un lato il forte individualismo e arrivismo, conseguenti alla possibilità di mobilità sociale, dall'alto la simpatia e la solidarietà nei confronti dell'altro in quanto considerato come uguale, concreteizzate nel dialogo e nella mitezza dei comportamenti. Tuttavia, osserva Tocqueville, mancano al cittadino del regime democratico l'eroismo, la magnimità, l'abnegazione, ovvero tutti i grandi slanci e i sentimenti nobili che hanno caratterizzato le epoche precedenti, per lasciare spazio ad una tranquilla mediocrità. La democrazia sembra allora favorire la tendenza al conformismo e appare come il travestimento per una nuova forma di dispotismo: quello del pensiero, la cui arma è l'anniientamento morale di chi non si adegua alle opinioni della maggioranza. La libertà si configura, allora, come qualcosa di soltanto ideale, in quanto realizzabile nel limite prefissato dall'opinione pubblica, è allora indispensabile essere consapevoli dei rischi che questa forma di Stato può comportare e non ignorarli.
Afferma Tocqueville nella sua opera:
<< Vedo una folla di uomini simili ed eguali, che non fanno che ruotare su se stessi per procurarsi piccoli e volgari piaceri, con cui saziano il loro animo. ...
Al di sopra di costoro si eleva un potere immenso e tutelare, che si incarica da solo di assicurare loro il godimento dei beni e di vegliare sulla loro sorte. E' assoluto, minuzioso, sistematico, previdente e mite. Assomiglierebbe all'atorità paterna se, come questa, avesse lo scopo di preparare gli uomini all'età virile, mentre non cerca di arrestarli irrevocabilmente nell'infanzia, è contento che i cittadini si svaghino, purche non pensino che a svagarsi.>>
Fonte: Sociologia-Paravia
-Fleur
lunedì 18 dicembre 2017
La frase della settimana
"Ti amavo,
perciò ho sospinto queste fiumane d'uomini
tra le mie mani
e ho sritto la mia volontà nel cielo,
tra le stelle."
-T.E. Lawrence, I sette pilastri della saggezza
-Fleur
martedì 12 dicembre 2017
Un Antropologo su Marte
Titolo:"Un antropologo su marte. Sette racconti paradossali"
Scritto da: Oliver Sacks
Pubblicazione: 1995
"Un antorpologo su Marte" è un libro scritto da Oliver Sacks, medico e docente di neurologia e di psichiatria alla Columbia University e dal 2012 alla New York School of Medicine.
Scrisse numerosi libri di neurologia, divenuti best seller, tra i quali: Emicrania, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Risvegli, Su una gamba sola e Vedere voci.
Scrisse numerosi libri di neurologia, divenuti best seller, tra i quali: Emicrania, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Risvegli, Su una gamba sola e Vedere voci.
In "Un antorpologo su Marte" vengono descritti sette casi di pazienti con disturbi neurologici, i quali creano situazioni e modi di vita completamente nuovi, i quali possono apparire al lettore inesperto surreali e bizzarri. Oltre al racconto della vita, delle difficoltà e delle soluzioni che i protagonisti dei racconti, Sacks ci offre anche la descrizione medica della psiche, soffermandosi su dettagli medici e tarapeutici.
Il libro deve il titolo all'ultimo racconto del libro, il quale racconta la stroia di Temple Grandin, una Donna (o meglio una Grande Donna) autistica, molto intelligente. Temple è professoressa alla Colorado State University ed è famosa per la sua attività di progettista di attrezzature per il bestiame. Attraverso la scoperta di questa strepitosa personalità Sacks ha la possibilità di soffermarsi sul tema dell'autismo e in particolare della sindrome di Asperger.
Nel libro si legge che le tre maggiori difficoltà che tutti gli individui autistici presentano sono a livello dell'interazione sociale e della comunicazione sia verbale, sia non verbale. La sindorme di Asperger, fa si che i soggetti affetti possano raccontare le lore esperienze, i loro sentimenti e i loro stati interiori, cosa che nei soggetti affetti da Autismo non è possibile.
Il libro deve il titolo all'ultimo racconto del libro, il quale racconta la stroia di Temple Grandin, una Donna (o meglio una Grande Donna) autistica, molto intelligente. Temple è professoressa alla Colorado State University ed è famosa per la sua attività di progettista di attrezzature per il bestiame. Attraverso la scoperta di questa strepitosa personalità Sacks ha la possibilità di soffermarsi sul tema dell'autismo e in particolare della sindrome di Asperger.
Nel libro si legge che le tre maggiori difficoltà che tutti gli individui autistici presentano sono a livello dell'interazione sociale e della comunicazione sia verbale, sia non verbale. La sindorme di Asperger, fa si che i soggetti affetti possano raccontare le lore esperienze, i loro sentimenti e i loro stati interiori, cosa che nei soggetti affetti da Autismo non è possibile.
Oltre alle nozioni tecniche, le quali vanno considerate tuttavia come risalenti ale 1995 e per questo probabilmente soggette a revisioni o modifiche dovute al progresso della ricerca scientifica, sono molto significative e toccanti le parole di Tample Gradin nella racconto della sua vita, delle difficoltà nelle relazioni e nella comprensione di sè e delle persone che la circondano. Il libro deve a lei il titolo, infatti essa si definisce come un "antropologo su Marte", poichè essendole impossibile comprendere e prendere parte alle relazioni e ai rituali sociali è costretta ad analizzare ogni esperessione, ogni parola e ogni situazione, memorizzarla accuratamente creandò nella sua memoria una sorta di enciclopedia da utilizzare nella quotidianità. Molto interessante è anche la riflessione che viene mossa sul concetto di normalità, il quale pervade tutto il brano e a ben vedere tutto il libro.
"Un antropologo su Marte" è una lettura sicuramente techinca della neurologia e della psichiatria, ma l'originalità dei racconti e delle situazioni la rendono un modo per entrare in contatto con situazioni e "mondi" sconosciuti. A lettura compiuta si avrà l'impressione di aver indossato un paio di occhiali nuovi, i quali ci permettono di cogliere nuovi aspetti di ciò che ci circonda e diventeremo anche noi degli antropologi di nuovi pianeti.
"Un antropologo su Marte" è una lettura sicuramente techinca della neurologia e della psichiatria, ma l'originalità dei racconti e delle situazioni la rendono un modo per entrare in contatto con situazioni e "mondi" sconosciuti. A lettura compiuta si avrà l'impressione di aver indossato un paio di occhiali nuovi, i quali ci permettono di cogliere nuovi aspetti di ciò che ci circonda e diventeremo anche noi degli antropologi di nuovi pianeti.
-Fleur
lunedì 11 dicembre 2017
La frase della settimana
"A volte, quando devo fare qualcosa di cui non ho voglia, fingo di essere il personaggio di un libro: è più facile sapere cosa farebbero loro"
- Will Herondale (Shadowhunters)
-Lizzie
- Will Herondale (Shadowhunters)
-Lizzie
lunedì 4 dicembre 2017
venerdì 1 dicembre 2017
Aforismi sulla Saggezza della Vita
Titolo:"Aforismi sulla saggezza della vita"
Scritto da: Arthur Schopenhauer
Pubblicazione: 1994
"Aforismi sulla saggezza della vita" è un libro scritto dal filosofo ed aforista tedesco Arthur Schopenhauer. Nonostante il suo carattere filosofico è un libro per tutti, da leggere un po' per volta per assaporare l'esperienza di una vita, quella dell'autore, ricca di ragionamenti e consigli sulla felicità.Il libro è organizzato in sezioni, di cui l'autore fornisce le definizioni: "ciò che uno è", "ciò che uno ha", "ciò che uno rappresenta", le quali aiutano il lettore ad addentrarsi meglio nella filosofia del libro e lo conducono a comprendere i suoi ragionamenti, con la finale accettazione della vita in tutti i suoi aspetti, sia positivi che, soprattutto, negativi.
Il grande filosofo tedesco fornisce gli insegnamenti per raggiungere quella che egli definisce l' "arte di condurre un'esistenza il più possibile piacevole e felice", caratterizzata dalla morigeratezza e dalla mancanza di eccessi, sia materiali che spirituali. Oltre a rappresentare un modo stimolante per accostarsi al pensiero di una delle grandi figure della nostra cultura, gli Aforismi, scritti in maniera semplice e brillante, arricchiti di rimandi culturali e letterari alla filosofia occidentale e orientale, testimoniano il fascino che la scrittura di Schopenhauer esercita ancora sul lettore moderno.
"Aforismi sulla saggezza della vita" è un libro scritto dal filosofo ed aforista tedesco Arthur Schopenhauer. Nonostante il suo carattere filosofico è un libro per tutti, da leggere un po' per volta per assaporare l'esperienza di una vita, quella dell'autore, ricca di ragionamenti e consigli sulla felicità.Il libro è organizzato in sezioni, di cui l'autore fornisce le definizioni: "ciò che uno è", "ciò che uno ha", "ciò che uno rappresenta", le quali aiutano il lettore ad addentrarsi meglio nella filosofia del libro e lo conducono a comprendere i suoi ragionamenti, con la finale accettazione della vita in tutti i suoi aspetti, sia positivi che, soprattutto, negativi.
Il grande filosofo tedesco fornisce gli insegnamenti per raggiungere quella che egli definisce l' "arte di condurre un'esistenza il più possibile piacevole e felice", caratterizzata dalla morigeratezza e dalla mancanza di eccessi, sia materiali che spirituali. Oltre a rappresentare un modo stimolante per accostarsi al pensiero di una delle grandi figure della nostra cultura, gli Aforismi, scritti in maniera semplice e brillante, arricchiti di rimandi culturali e letterari alla filosofia occidentale e orientale, testimoniano il fascino che la scrittura di Schopenhauer esercita ancora sul lettore moderno.
Fleur
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