mercoledì 31 gennaio 2018

In cammino per ritrovarsi

Venerdì 26 e sabato 27 gennaio ho avuto l'opportunità di partecipare allla "Fiera dei Cammini": un incontro organizzato dal Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile in vista in del primo incontro dei giovani italiani con Papa Francesco, previsto sabato 11 e domenica 12 agosto 2018. Nei due giorni di incontro, rivolto in particolare ai responsabili diocesani della pastorale giovanile, educatori, incaricati degli istituti di vita consacrata e delle aggregazioni laicali si sono approfonditi aspetti logistici per le giornate dell'11 e del 12 agosto e soprattutto, grazie a numerosi interventi e testimonianze stimolanti, si è affontato il tema del cammino e del pellegrinaggio: sia negli aspetti relativi all'organizzazione, sia in quelli relativi alla grestione e  al cammino come momento di discernimento ed esperienza di spiritualità.
A seguito di queste due giornate ho rivalutato totalmente l'idea del cammino, non solo come esperienza spirituale, ma anche e in primo luogo come una nuova tipologia di turismo: ecosostenibile, sociale e veramente arricchente. Analizziamone brevementele caratteristiche.
Nel cammino, o pellegrinaggio, il tempo rallenta e si dilata, dando spazio alla riflessione, alla comprensione e al riconoscimento di sè, scatenando domande sull'identità personale e sulle proprie inclinazioni. Inoltre dal momento che si presenta come un'esperienza di semplicità e frugalità permette il ritrovo della fraternità, di umanità oltre la finzione di uno schermo che troppo spesso si frappone fra noi e l'altro.
Il cammino è dolore e fatica, sentimenti che ci mettono a nudo, faccia a faccia con la nostra vera identità e che fanno crollare tutte le maschere e i muri che alziamo tra noi e l'altro, permettendoci di essere veramente noi e di instaruare rapporti profondi e scignificativi con chi ci sta accanto. Il pellegrinaggio permette di incontrare la società, di connettersi con il quotidiano, la città e il paesaggio che viene percepito e compreso grazie "ai piedi", al sentimento di meraviglia che scaturisce in chi ha tempo per guardare e al ritorno all'indispensabile. Durante questa esperienza, infatti, si riconoscono i valori e gli oggetti indispensabili alla vita quotidiana, i quali acquistano nuovi colori e  gusti, e attreverso l'assenza si comprende chi è veramente importante nella nostra vita, si riconosce il bisogno degli amici e della fraternità nella vita quitidiana.
Grazie a questa sua influenza sulla psiche dell'uomo è ingente anche il suo impiego terapeutico, ad esempio nella riabilitazione di carcerati; nello specifico possiamo individuare tre momenti fondamentali:
-Il primo è quello del silenzio: momento iniziale, indispensabile per l'introspezione e la nascita di interogativi e domande che suscitano uno squilibrio interno, il quale è fondamentale in quanto permette il progresso, inteso come superamento delle paure interiori e superamento dei propri limiti;
-Il secondo è il discernimento: in questa fase si attribuisce un nome ai sentimenti provati nel momento del silenzio ed è fondamentale per attestare la profondità dell'esperienza fatta;
-Il terzo è quello dell'unificazione nell'attimo, durante il quale ci si riappropria del presente, di sè, attraverso la comprensione intima del "carpediem".
Possiamo quindi concludere dicendo che prima che un viaggio per il mondo, il cammino, è un viaggio interiore alla riscoperta di sè e dell'altro, un viaggio nella gioia ma anche fuori di essa, una ricerca personale, una prova di fiducia e di coraggio, perchè partire necessita di una grande dose di spirito di avventura e anche un pizzico di follia per immergersi in un'esperienza totalizzante, senza possibilità di rimanere nell'angolo e farsi spettatore..
 Allora cosa apetti, sei pronto a partire? sei pronto a metterti in viaggio verso la tua meta?



Fleur

lunedì 29 gennaio 2018

Chiamami col tuo nome- Call me by your name



Chiamami col tuo nome
Regia: Luca Guadagnino
Cast: Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel
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Trama:
Ogni estate, un professore americano invita uno studente meritevole a trascorrere un periodo nella sua casa a Crema, in Lombardia. Il fortunato di quell'anno è Oliver, un giovane dinamico e con un carattere decisamente diverso da quello di Elio, il figlio del professore, con il quale non dividerà la stanza, ma il bagno. All'inizio i due ragazzi sembrano non andare molto d'accordo, eppure la tensione tra essi diventerà così forte che neanche loro riusciranno più ad ignorarla e così, tra una nuotata al lago, un giro in paese ed un breve viaggio a Sirmione, i due finiranno per innamorarsi, un more dolce e appassionato, fatto di discorsi e notti insieme, un amore quasi da sogno, un sogno segreto che non possono rivelare a nessuno. E così, tra una melodia suonata da Elio al piano e qualche momento, sempre troppo breve, insieme, l'estate finisce ed Oliver deve tornare a casa, ma non prima che lui ed Elio abbiano trascorso qualche giorno meraviglioso a Bergamo, finito con un breve saluto in stazione. E poi, quando tutto sembra finito, arriva una telefonata.....

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Un film bellissimo che tratta una tematica molto complessa, ecco che cos'è "Call me by your name"; innamorarsi è sempre difficile e fa soffrire tutti,ma quando esso deve essere tenuto nascosto perché considerato "sbagliato", la situazione peggiora. Se il film avesse avuto come protagonisti un ragazzo ed una ragazza, tutti si sarebbero commossi dinnanzi al loro amore e noi italiani, connazionali del regista Luca Guadagnino, saremmo sommersi dalla pubblicità del film, ma non è così perché Elio e Oliver sono due ragazzi e sembra che se due persone dello stesso sesso si amano, almeno in Italia, non va bene. E molto probabilmente in film starà pochissimo al cinema e riscuoterà meno successo rispetto al resto del mondo perché a) la tematica LGBT sembra essere ancora un tabù e b) chi è interessato al film, molto probabilmente lo ha già guardato in streaming e non tornerà a vederlo al cinema.

I personaggi

I personaggi di "Call me by your name" sono tutti ricchi di sfaccettature molto interessanti, ma concentriamoci sui due protagonisti: Elio e Oliver. Elio è un ragazzino di diciassette anni che ha origini culturali miste, poiché è in parte americano, francese e italiano, un fatto che gli avrà sicuramente creato dei dubbi (che lui cerca di opprimere) riguardo la sua identità. Sicuramente è un personaggio molto misterioso e intrigante, impossibile da capire davvero. Oliver è allo stesso tempo molto simile e molto diverso poiché più estroverso, ma anche spezzato e con tante difficoltà sulle spalle, che cerca di nascondere. Inoltre ha molto timore del giudizio degli altri, soprattutto del padre, il quale, nonostante cerchi di negarlo, aleggia sempre su di lui come un fantasma. La vera domanda, che non viene mai realmente posta, ma che imprime il film è: <<Essere accettati è più importante che essere felici?>> e ad essa, Elio e Oliver daranno due risposte molto diverse, dettate anche da situazioni famigliari molto diverse. Il desiderio dei ragazzi di voler essere qualcun'altro, seppur per poco tempo, si nota anche dal "gioco" che da il titolo al film: <<Chiamami con il tuo nome ed io ti chiamerò con il mio>>, che mostra il desiderio di cambiare la propria identità, anche se solo per poco tempo.

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Il film mi è piaciuto tantissimo, tant'è che l'ho subito reputato un vero e proprio capolavoro: la storia d'amore tra Elio e Oliver è schietta, realistica, ma con quel tocco di romanticismo non troppo esagerato che illustra perfettamente la realtà. La psicologia dei personaggi viene descritta alla perfezione (cosa che le mie parole non potranno mai fare) e anche la componente sessuale viene considerata parte dell'innamoramento e del "prima", toccando anche aspetti come quello della masturbazione, spesso considerata inappropriata nel cinema, ma parte della vita reale. "Call me by your name" è un film che tocca molti temi, da quello LGBT alla semplice sessualità, ancora tristemente considerati tabù, ma che in realtà riguardano tutti noi, anche se spesso tentiamo di nasconderlo. Ma non tratta solo di questo, bensì parla anche di famiglia, del desiderio di essere accettati dagli altri, finendo per "reprimere" quegli aspetti che rischiano di essere considerati sbagliati, parla di crescita personale e di decisioni prese per accontentare il prossimo, ma che rendono infelici chi le prende. Non perdetevelo. 
                                                                                -Lizzie

La frase della settimana

"Andare veloce è fondamentale, ma non devi avere fretta."


-Fleur

lunedì 22 gennaio 2018

La frase della settimana

"Sometimes illusions are so simple, sometimes goodbye is the only way"
                                                               Linkin Park
                                                                  -Lizzie

martedì 16 gennaio 2018

Cosmetica naturale controllata

Oltre ai cibi biologici si afferma sempre più la richiesta del mercato di cosmetici biologici e vegan: i quali utilizzano prodotti naturali e non vengono testati sugli animali.
Quali sono però le caratteristiche della cosmetica naturale?
In primo piano i cosmetici naturali si differenziano per l'estrazione e la produzione delle materie prime, nonchè la loro succecciva lavorazione.

-Durante l'estrazione l'attenzione è rivolta alla natura che viene conservata e disturbata il meno possibile, considerando soprattutto fli interessi della protezione degli animali e delle varie specie. Viene rifiutato qualsiasi intervento transgenico nel patrimonio ereditario di piante e animali. L'estrazione delle materie prime non deve danneggiare le culture prodruttrici, per cui vengono preservati i rapporti sociali e i processi di produzione sono trasparenti.

-La trasformazione delle materie prime, prevalentemente provenienti da coltivazioni biologiche, per la preparazione dei cosmetici deve avvenire attreverso il minor numero possibile di processi chimici; gli imballaggi devono essere economici, ecocompatibili ed ecosostenibili. La maggior parte del prodotto proviene dal regno vegetale con alcune parti di origine minerale e animale con l'aggiunta limitata di prodotti tecnici, ai quali non è possibile rinunciare completamente per soddisfare le aspettattive dei consumatori.

Ecco i principali criteri della cosmesi ecologica:
  1. L’uso di prime materie naturali possibilmente proveniente da:
    - coltivazione biologica controllata, considerando qualità e disponibilità
    - raccolta selvatica biologica controllata
    - venono utilizzate solo materie prime naturali, se possibile certificate secondo la norma biologica EU.
    -
     processi di lavorazione non inquinanti
    -
     ottima biodegradabilità di materie prime e prodotti finali
    -
     imballaggi economici, compatibili con l’ecologia e riciclabili
    -
     conservazione della base di vita naturale
  2. La protezione degli animali:
    -Ne durante la produzione ne durante lo sviluppo e il controllo dei prodotti finali vengono effettuati o ordinati esperimenti con gli animali
    -L’uso di materie prime di vertebrati (es. l’olio di tartaruga) è proibito.
  3. Per la produzione di cosmetici naturali possono essere utilizzati elementi che vengono ricavati tramite idrolisi, idrogenazione, esterificazione, transesterificazione o altri scissioni e condensazione delle seguenti materie naturali:
    -
     grassi, oli e cere
    -
     lecitine
    -
     lanoline
    -
     mono-, oligo- e polisaccaridi
    -
     proteine e lipoproteine
  4. Non vengono impiegati:  coloranti organici e sintetici, profumi sintetici, materie prime etossilizzate, silicone, paraffine e altri derivati petroliferi
  5. Per la sicurezza microbiologica dei prodotti sono ammessi, a parte di sistemi di conservazione naturali, solo conservanti naturali specifici:
    -
     acido benzoico, i sali derivati ed estere etilico
    -
     acido salicilico e sali derivati
    -
     acido sorbico e sali derivati
    -
     alcol benzilico
  6. Non è permessa la disinfezione di materie prime organiche e dei prodotti cosmetici finiti tramite irradiazione radioattiva.
  7. Compatibilità sociale- materie prime acquistate da commercio equo e da progetti del terzo mondo
    -
     impiego e smaltimento
    -
     
    un insieme collegiale
    - trasparenza durante la produzione con procedure chiare e
    -
     
    informazioni conseguenti per il consumatore


Fleur



Fonte: "kontrollierte-naturkosmetik"

lunedì 15 gennaio 2018

La frase della settimana

“La tragedia della vita è che diventiamo vecchi troppo presto e saggi troppo tardi.” 

-Benjamin Franklin.


Fleur

giovedì 11 gennaio 2018

The greatest showman

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Il mio primo film del 2018 è stato lui: "The greatest showman", la pellicola di Michael Gracey che racconta la storia di P. T. Barnum, splendidamente interpretato da Hugh Jackman. Nell'America di fine '800, il giovane figlio di un sarto s'innamora di Charity, una ragazza bella e dolce, ma figlia di un uomo molto ricco; in seguito alla morte del padre, il giovane Phineas si ritrova in una situazione molto difficile a livello economico, dalla quale uscirà, parzialmente, grazie alla sua astuzia e creatività. Molti anni dopo, lui e Charity si sposano e diventano genitori di due bambine, ma la loro disponibilità economica è molto limitata (Charity ha rinunciato a tutto per sposare Phineas) e la situazione peggiora quando, a causa di un incidente, la compagnia per cui lavora Phineas fallisce, lasciandolo senza un lavoro. Dopo essere riuscito ad ottenere un prestito, il nostro protagonista compra il "Museo delle cose strane", tenta di dargli vita in ogni modo e infine, su consiglio della figlia, assume delle persone "particolari" (da un uomo altissimo, sino ad una donna barbuta) e tenta di mettere su uno spettacolo che, tra alti e bassi, darà vita al circo moderno. Un film fantastico, emozionante e con una colonna sonora pazzesca, che vi farà sognare e, soprattutto, vi darà moltissimi spunti di riflessione. Hugh Jackman è assolutamente incredibile e Zac Efron ha, finalmente, la possibilità di "scrollarsi di dosso" i film di serie B a cui ha preso parte ultimamente e dimostrare le sue doti di attore in un vero film. Ammetto di essere stata molto colpita dalla quasi totale assenza di critiche negative riguardo "The greatest showman", ma dopo averlo visto ne ho perfettamente compreso il motivo; le canzoni, una delle parti più importanti di un musical, sono incredibili e,benchè non siano molte (la canzone principale viene riproposta più volte, in diverse versioni e cantata da vari personaggi), hanno tutte un testo mozzafiato e rendono il film molto classico e, allo stesso tempo, completamente diverso dal solito musical. Un perfetto inizio cinematografico del 2018.
                                                                      -Lizzie

lunedì 8 gennaio 2018

La frase della settimana

"If not me, who? If not now, when?"
                                             Emma Watson
                                                   -Lizzie

martedì 2 gennaio 2018

I 10 migliori film del 2017

Oggi parleremo di un tema molto discusso: i migliori film dell'anno che è appena finito. Prima di iniziare, ci tengo a precisare che questa è la mia personale classifica e considera solamente i film che ho visto io, non tutti i film usciti nel 2017.

1) DUNKIRK
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Sul capolavoro di Christopher Nolan riguardo il drammatico episodio di Dunkerque (seconda guerra mondiale) ci sarebbe fin troppo da dire e quindi mi limito ad un consiglio: guardatelo e lasciatevi catturare.

2) LA LA LAND
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Il miglior musical che io abbia mai visto: vivo, allegro e commovente:parla di cinema, di musica, di nostalgia e di sogni che sembrano non volersi realizzare. Magnifica la performance di Emma Stone e Ryan Gosling, mozzafiato la colonna sonora.

3) LA BELLA E LA BESTIA
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Una delle fiabe Disney più belle, in versione cinematografica, diventa un vero e proprio gioiellino: Bill Condon ci trasporta in un mondo magico in cui il principe non è l'eroe che salverà la principessa, bensì è colui che dovrà essere salvato. Una storia magica che piace a tutti, grandi e piccoli.

4)LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE
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Prendete un regista del calibro di Mel Gibson ed un attore del calibro di Andrew Garfield e quello che otterrete sarà un capolavoro. Una storia vera indimenticabile, quella di un eroe che ha come sua unica arma il coraggio e di quante vite riuscirà a salvare. Da guardare assolutamente.

5) SPIDERMAN HOMECOMING
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Che dire, il nuovo Spiderman ha superato di gran lunga le mie aspettative: spiritoso ed un po' impacciato, ma con tanta determinazione, il giovane Peter Parker ha conquistato proprio tutti. Incredibile la performance del giovane Tom Holland, forse la vera rivelazione cinematografica dell'anno.

6)THE CIRCLE
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Un distopico che ricorda un "1984" attualizzato, the circle tratta uno dei temi più sentiti di oggi: la tecnologia e come può essere utilizzata per controllare le persone. Veramente sensazionale e tristemente realistico, è un film da vedere assolutamente; fantastici Tom Hanks ed Emma Watson.

7) THOR RAGNAROK
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Ho sempre amato i film di Thor (soprattutto, ammettiamolo, per via di Loki), ma quest'ultimo
l'ho davvero adorato: divertente, ricco di colpi di scena e di personaggi intriganti, un vero e proprio must per i fan della Marvel.

8) IL DIRITTO DI CONTARE
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Se essere una donna è difficile, essere una donna nera in un'america razzista è impossibile e anche se lavori per la Nasa, la tua situazione non cambia. Ecco di cosa parla questo film ed ecco perchè bisogna assolutamente vederlo; non dico altro.

9) WONDER WOMAN
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A molti questo film non è piaciuto, ma io sinceramente l'ho adorato: sarà che sento davvero forte il bisogno di una superoina donna o semplicemente che amo i film che raccontano il passato dei personaggi, ma, nonostante qualche dettaglio, è davvero un  film bellissimo e necessario.

10) TO THE BONE
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Nonostante sia un film Netflix (e quindi non uscito al cinema) ho deciso comunque di inserire il film con Lily Collins perchè tratta splendidamente uno dei temi più difficili di sempre: i disturbi alimentari, in tutte le loro sfumature e senza rappresentare le persone che ne soffrono come delle semplici vittime, ma mostrandone tutti gli aspetti. Assolutamente da guardare.
                                                                                           -Lizzie


La frase della settimana

"Siamo noi a creare i nostri mostri"
-Stevenson

Fleur