"Tutti i sogni possono diventare realtà, basta avere il coraggio di inseguirli"
Walt Disney
-Lizzie
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lunedì 27 novembre 2017
Clockwork Angel- manga
"The infernal devices- Clockwork Angel" manga
Scritto da: Cassandra Clare
Disegni di: Hyekyung Baek
L'adattamento in versione manga della trilogia di "The infernal devices" (tradotta in italiano come Shadowhunters- le origini) di Cassandra Clare conserva, ovviamente, la stessa trama dei libri. Tessa Gray, una ragazza di 17 anni, abbandona, in seguito alla morte della zia, New York per raggiungere suo fratello Nathaniel nella grigia e piovosa Londra. Ad aspettarla al porto non c'è suo fratello, ma due signore alquanto particolari, le "sorelle oscure", le quali imprigioneranno Tessa nella loro casa e le insegneranno a controllare il potere che la ragazza non sapeva neanche di avere: quello di mutare forma. Un giorno, nella stanza di Tessa, fa irruzione un bellissimo shadowhunters, il giovane Will Herondale, il quale salverà la ragazza dalle sue terribili carceriere e la porterà all'Istituto, dove Tessa farà la conoscenza di molti shadowhunters, tra cui anche Jem Carstairs, il parabatai di Will, il quale, nonostante la sua giovane età, ha i capelli e gli occhi completamente bianchi. Qui Tessa scoprirà che le sorelle oscure sono in qualche modo coinvolte nella serie di omicidi sui quali stanno indagando i nephilim e la sua capacità di mutaforma si rivelerà preziosissima per tutto il gruppo; insieme dovranno scoprire chi è il magister e quali sono i suoi piani, ma l'impresa sarà più ardua del previsto e prenderà una piega totalmente inaspettata. Questo libro meraviglioso viene trasformato da Hyekyung Baek in un manga incredibile, con disegni assolutamente pazzeschi e piacevolissimo anche solo da sfogliare; i fumetti sono disponibili solo in inglese, ma trattandosi di soli dialoghi sono facilmente comprensibili da tutti, anche per chi non ha un livello di inglese molto alto. Una lettura davvero interessante, indispensabile per tutti i fan di Shadowhunters che vogliono "rileggere", in un modo un po' particolare, la trilogia delle origini e che magari desiderano farlo in lingua originale, ma temono di non capire.
-Lizzie
mercoledì 22 novembre 2017
L'albatros, Baudelaire
Spesso, per divertirsi, i marinai
catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
indolenti compagni di viaggio delle navi
in lieve corsa sugli abissi amari.
L’hanno appena posato sulla tolda
e già il re dell’azzurro, maldestro e vergognoso,
pietosamente accanto a sé strascina
come fossero remi le grandi ali bianche.
Com’è fiacco e sinistro il viaggiatore alato!
E comico e brutto, lui prima così bello!
Chi gli mette una pipa sotto il becco,
chi imita, zoppicando, lo storpio che volava!
Il Poeta è come lui, principe delle nubi
che sta con l’uragano e ride degli arcieri;
esule in terra fra gli scherni, impediscono
che cammini le sue ali di gigante.
lunedì 20 novembre 2017
La frase della settimana
<<Che importa se è una malattia? Che importa se è un'intensità anormale, se il risulatato, il momento della sensazione, ricordato ed analizzato più tardi, quando la crisi è passata, si rivela l'acme dell'armonia e della bellezza... della completezza e della proporzione?>>
-Dostoevskij
-Dostoevskij
-Fleur
venerdì 17 novembre 2017
Stranger Things 2
"Stranger Things 2"
Registi: The Duffer brother
Cast: Winona Ryder, Finn Wolfhard, Millie Bobby Brown, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughling, Noah Schnapp, David Harbour, Natalia Dyer, Charlie Heaton, Joe Keery
A fine ottobre è finalmente uscita la seconda stagione della serie "Stranger Things", diretta dai fratelli Duffer e ambientata in una piccola cittadina, Hawkins, in cui si verificano strani eventi sovrannaturali. In questa seconda stagione la sfortuna colpisce nuovamente il piccolo Will Byers, il quale continua a tornare nel sottosopra, dove vede una nuova ed inquietante creatura. Nel frattempo Dustin e Lucas si prendono una cotta per Max, la nuova compagna di classe amante dei videogiochi, mentre Mike continua a pensare ad Eleven, la quale è nascosta in un piccolo casotto di campagna sotto la protezione del capo della polizia Jim Hopper. La situazione si complica quando il terribile mostro del sottosopra si impossessa di Will e quando Dustin trova, nel bidone dell'immondizia, una strana piccola creatura che si rivelerà essere un cucciolo di demogorgone e nel frattempo stanno marcendo le zucche (siamo nel periodo di Halloween) di buona parte dei fattori della città, apparentemente senza un motivo logico. La situazione sembra peggiorare in continuazione ed è inutile dire che, proprio per questo motivo, la serie tiene chiunque incollato allo schermo del proprio computer e con il fiato sospeso fino all'ultimo secondo. Molto interessante è l'evoluzione di alcuni personaggi, come Nancy, la sorella di Mike, e soprattutto Steve, il quale diventerà il "baby- sitter" del gruppo mentre Nancy e Jonathan, il fratello di Will, partono per una piccola missione che prevederà la presenza di un personaggio alquanto particolare. Bellissima la colonna sonora e pazzesca la recitazione di tutto il cast, da Winona Ryder (sensazionale come sempre) alla giovanissima Millie Bobby Brown per finire con Finn Wolfhard (il quale, tra l'altro, a ottobre era anche al cinema nel remake di "It"). Una serie da guardare assolutamente, capace di emozionare davvero nel profondo, imperdibile per gli amanti delle atmosfere sovrannaturali e perfetta per chiunque voglia avvicinarsi al genere. Imperdibile.
-Lizzie
Registi: The Duffer brother
Cast: Winona Ryder, Finn Wolfhard, Millie Bobby Brown, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughling, Noah Schnapp, David Harbour, Natalia Dyer, Charlie Heaton, Joe Keery
A fine ottobre è finalmente uscita la seconda stagione della serie "Stranger Things", diretta dai fratelli Duffer e ambientata in una piccola cittadina, Hawkins, in cui si verificano strani eventi sovrannaturali. In questa seconda stagione la sfortuna colpisce nuovamente il piccolo Will Byers, il quale continua a tornare nel sottosopra, dove vede una nuova ed inquietante creatura. Nel frattempo Dustin e Lucas si prendono una cotta per Max, la nuova compagna di classe amante dei videogiochi, mentre Mike continua a pensare ad Eleven, la quale è nascosta in un piccolo casotto di campagna sotto la protezione del capo della polizia Jim Hopper. La situazione si complica quando il terribile mostro del sottosopra si impossessa di Will e quando Dustin trova, nel bidone dell'immondizia, una strana piccola creatura che si rivelerà essere un cucciolo di demogorgone e nel frattempo stanno marcendo le zucche (siamo nel periodo di Halloween) di buona parte dei fattori della città, apparentemente senza un motivo logico. La situazione sembra peggiorare in continuazione ed è inutile dire che, proprio per questo motivo, la serie tiene chiunque incollato allo schermo del proprio computer e con il fiato sospeso fino all'ultimo secondo. Molto interessante è l'evoluzione di alcuni personaggi, come Nancy, la sorella di Mike, e soprattutto Steve, il quale diventerà il "baby- sitter" del gruppo mentre Nancy e Jonathan, il fratello di Will, partono per una piccola missione che prevederà la presenza di un personaggio alquanto particolare. Bellissima la colonna sonora e pazzesca la recitazione di tutto il cast, da Winona Ryder (sensazionale come sempre) alla giovanissima Millie Bobby Brown per finire con Finn Wolfhard (il quale, tra l'altro, a ottobre era anche al cinema nel remake di "It"). Una serie da guardare assolutamente, capace di emozionare davvero nel profondo, imperdibile per gli amanti delle atmosfere sovrannaturali e perfetta per chiunque voglia avvicinarsi al genere. Imperdibile.
-Lizzie
mercoledì 15 novembre 2017
Nonluoghi, introduzione a un'antropologia della surmodernità
"Nonluoghi,introduzione a un'antropologia della surmodernità"
Autore: Marc Augé
Pubblicazione: 1992
In questo testo, pubblicato nel 1992, Marc Augé analizza le società attuali attraverso i paradigmi della surmodernità. Il testo è suddiviso in tre capitoli: "Il vicino e l’altrove", "Il luogo antropologico" e "Dai luoghi ai nonluoghi",con un'introduzione aggiunta dallo stesso Augé nel 2008 in cui tratta i fenomeni e le trasformazioni sociali attuali ed il fenomeno della “globalizzazione”.
Il saggio inizia con un esempio di nonluogo: il signor Pierre Dupont (la versione francese di Mario Rossi) ritira dei contanti ad un bancomat, sale in macchina ed imbocca l'auostrada che pagherà con la sua carta di credito, lascia l'auto al parcheggio dell'aereporto e dopo aver superato tutti i controlli di routine, si reca al duty free shop,dove potrà acquistare alcuni prodotti a prezzo ridotto ed inizia ad avviarsi verso l'imbarco del suo volo. Una volta sull'aereo, Pierre Dupont sfoglia la rivista della compagnia aerea, in cui sono elencati i prodotti da comprare a bordo ed i reportage di alcuni viaggi, ed un giornale d'attualità prima di indossare le cuffie e perdersi tra le note di un concerto. Naturalmente,nella maggior parte delle sue azioni in aereoporto, Pierre Dupont ha dovuto costantemente provare la sua identità,quasi come se fosse colpevole di un crimine; questa è una delle caratteristiche dei nonluoghi elencati da Augé.
Nella prima parte del saggio, l'antropologo francese elenca semplicemente le caratteristiche dell'antropologia classica e spiega le difficoltà con cui si deve scontrare un antropologo che,come lui, vuole studiare le società globalizzate.
Augé attribuisce ad un luogo tre caratteristiche: esso è identitario, ossia in grado di individuare l’identità di chi lo abita, è relazionale, cioè stabilisce una reciprocità dei rapporti tra gli individui in virtù della comune appartenenza, ed è storico, cioè conserva la consapevolezza delle proprie radici in chi lo abita. Questa definizione di luogo risulta semplice da trovare nelle società non industrializzate, le quali sono solitamente l'oggetto di studio prediletto dagli etnologi, ma nella nostra società occidentale risulta difficile trovare un luogo che corrisponda a tutte queste caratteristiche, soprattutto nelle grandi metropoli in cui gli abitanti provengono da etnie differenti, non si conoscono tra loro e pertanto non condividono una vera e propria cultura comune. Ormai i centri storici delle principali capitali europee hanno perso la loro identità passata nel processo di globalizzazione: Londra, Parigi, Milano e Roma hanno uno stile di vita molto simile tra loro e ciò la sensazione della solitudine in ciascuno di noi quando vediamo gli negozi, le stesse macchine ed oggetti meccanici che diminuiscono il contatto diretto tra le persone. Le città' rispondono alle esigenze del uomo contemporaneo in modo da facilitarli la vita ed i monumenti storici perdono il loro valore avendo accanto i segni del modernismo; ciò che accade nelle città, precisa Augé, non avviene spesso nei paesi piccoli, in cui tutti i monumenti più importanti si trovano nel "centro", il quale racchhiude tutti gli edifici che simboleggiano un'autorità, dal da quella civili (municipio) a quella religiosa (chiesa). Questa suddivisione è molto diversa a Parigi, la città presa come esempio dall'antropologo, poichè essa non ha un vero e proprio centro ed i monumenti più importanti sono sparsi in diverse zone della città spesso molto lontante tra loro; inoltre a Parigi ogni arrondissements ha una propria "personalità" ed è completamente diverso dagli altri. Per Augè il rapporto con la storia che <<ossessiona i nostri paesaggi è una fase di estetizzazione e, simultaneamente, di desocializzazione e artificializzazione>> poichè, sempre a Parigi, vengono contemplati sia Ugo Capeto, primo re di Francia, che la rivoluzione del 1789 che decapitò il re e pertanto, come diceva lo scrittore e politico Malraux, le nostre città si sono trasformate in musei proprio mentre sono aggirate da tangenziali, treni e autostrade.
Infine Augé spiega che questi luoghi storici sono allo stesso tempo luoghi e nonluoghi, un po' come tutta la realtà concreta che ci circonda: la possibilità del nonluogo si trova in qualsiasi posto ed il ritono al luogo è il rimedio è <<il rimedio a cui ricorre il frequentatore di nonluoghi>>. La surmodernità,la quale è simultanea alle tre figure dell'eccesso (sovrabbondanza di avvenimenti,sovrabbondanza spaziale,individualizzazione dei riferimenti)trova la sua completa espressione nei nonluoghi; attraverso i nonluoghi transitano parole ed immagini che si radicano nei luoghi in cui gli uomini costruiscono parte della loro vita quotidiana. La surmodernità ha a che fare solo con individui identificati, localizzati e socializzati (nome, professione, luogo di nascita,ecc...) all'entrata o all'uscita di un certo spazio e questo è uno dei motivi per cui, in caso di attentati terroristici, sono proprio questi nonluoghi ad essere presi di mira: in essi si trovano numerosi individui ogni giorno e pertanto risulta adatto ad un attentato poichè che lo compie solitamente rivendica forme di socializzazione e nuove localizzazioni che rappresentano una negazione del loro ideale. In sostanza,il nonluogo è il contrario dell'utopia: esiste e non accoglie alcuna società organica; la conclusione che trae Augè è che: <<Non esistono luoghi o nonluoghi in senso assoluto. Il luogo degli uni può essere il nonluogo degli altri e viceversa. Oggi nell’era digitale, gli spazi virtuali di comunicazione, poi, permettendo agli individui di scambiarsi messaggi, di mettersi in contatto tra loro, non possono facilmente essere definiti nonluoghi.>>
-Lizzie
lunedì 13 novembre 2017
Il piccolo principe
"Il piccolo principe"
Titolo originale: "Le petit prince"
Autore: Antoine de Saint-Exupéry
Pubblicazione: 6 aprile 1943

Tra i capolavori letterari per l'infanzia (e non solo), un posto importante spetta al "Piccolo principe" di Antonie de Saint-Exupéry. Un libro pensato per i bambini che però ha tante cose da insegnare anche a chi non è più un bambino, come la sottoscritta: è la storia, raccontata in prima persona dall'autore, dell'incontro con un piccolo principe proveniente da un altro pianeta, molto diverso dalla terra, sulla quale è giunto inseguito ad un lungo viaggio in giro per tanti pianeti diversi, dove ha potuto incontrare personaggi alquanto singolari che lui osserva con lo sguardo innocente e curioso di un bambino. Questi personaggi rappresentano degli stereotipi comuni, dallo scienziato che viene preso sul serio solo dopo aver indossato degli abiti "seri", al vanitoso che crede di essere al centro del mondo, fino al narratore/autore, che deve imparare di nuovo a vedere il mondo con gli occhi di un bambino. Tra i temi trattati spicca anche la "crudeltà" degli adulti nei confronti dei più piccoli, come racconta il narratore riguardo il suo disegno del serpente che aveva ingoiato un elefante, scambiato da tutti per un cappello, oppure il tema del giudizio che si basa solamente sull'aspetto esteriore,come nel caso dello scienziato che ho citato sopra. Impossibile non commuoversi quando il piccolo principe si congeda dalla volpe che aveva addomesticato, o quando decide di tornare sul suo pianeta e promette all'autore un dono molto speciale ogni volta che guarderà le stelle. Una storia incredibile, pensata sì per i bambini, ma forse più adatta ai grandi che hanno dimenticato tante cose importanti e hanno bisogno di impararle di nuovo; un libro piccolino e veloce da leggere, ma che contiene molti più insegnamenti di tanti libri con il doppio delle pagine. Un libro che fa sognare, piangere, sorridere e che, soprattutto, ci insegna a guardare il mondo con altri occhi.
- Lizzie
Titolo originale: "Le petit prince"
Autore: Antoine de Saint-Exupéry
Pubblicazione: 6 aprile 1943
Tra i capolavori letterari per l'infanzia (e non solo), un posto importante spetta al "Piccolo principe" di Antonie de Saint-Exupéry. Un libro pensato per i bambini che però ha tante cose da insegnare anche a chi non è più un bambino, come la sottoscritta: è la storia, raccontata in prima persona dall'autore, dell'incontro con un piccolo principe proveniente da un altro pianeta, molto diverso dalla terra, sulla quale è giunto inseguito ad un lungo viaggio in giro per tanti pianeti diversi, dove ha potuto incontrare personaggi alquanto singolari che lui osserva con lo sguardo innocente e curioso di un bambino. Questi personaggi rappresentano degli stereotipi comuni, dallo scienziato che viene preso sul serio solo dopo aver indossato degli abiti "seri", al vanitoso che crede di essere al centro del mondo, fino al narratore/autore, che deve imparare di nuovo a vedere il mondo con gli occhi di un bambino. Tra i temi trattati spicca anche la "crudeltà" degli adulti nei confronti dei più piccoli, come racconta il narratore riguardo il suo disegno del serpente che aveva ingoiato un elefante, scambiato da tutti per un cappello, oppure il tema del giudizio che si basa solamente sull'aspetto esteriore,come nel caso dello scienziato che ho citato sopra. Impossibile non commuoversi quando il piccolo principe si congeda dalla volpe che aveva addomesticato, o quando decide di tornare sul suo pianeta e promette all'autore un dono molto speciale ogni volta che guarderà le stelle. Una storia incredibile, pensata sì per i bambini, ma forse più adatta ai grandi che hanno dimenticato tante cose importanti e hanno bisogno di impararle di nuovo; un libro piccolino e veloce da leggere, ma che contiene molti più insegnamenti di tanti libri con il doppio delle pagine. Un libro che fa sognare, piangere, sorridere e che, soprattutto, ci insegna a guardare il mondo con altri occhi.
- Lizzie
giovedì 9 novembre 2017
Amore Liquido - Zygmunt Bauman
Zygmunt Bauman fu uno dei maggiore intellettuali europei: sociologo, filosofo e accademico interprete della società contemporanea. Ha vissuto e insegnato in Polonia prima di trasferirsi in Inghilterra, a causa delle sue origini ebraiche, dove ha vissuto fino alla sua morte avvenuta il 9 gennaio 2017 all’età di 91 anni.
L’opera “Amore liquido” è stata pubblicata nel 2003 con il titolo: “Liquid Love. On the Fraility of Human Bonds.” presso Publishinf Lrd, Oxfors.
In questo libro Bauman analizza la società occidentale contemporanea con particolare riguardo per le relazioni umane e i legami affettivi che si instaurano, o, per meglio dire, tentano di instaurarsi in essa, cercando di coglierne i significati e le implicazioni sociali.
In questo libro Bauman analizza la società occidentale contemporanea con particolare riguardo per le relazioni umane e i legami affettivi che si instaurano, o, per meglio dire, tentano di instaurarsi in essa, cercando di coglierne i significati e le implicazioni sociali.
Il libro non possiede una struttura narrativa lineare, infatti, come lo stesso autore afferma nel primo capitolo, esso ha la forma di un agglomerato eterogeneo di brani che permettono al lettore di sospendere la lettura in qualsivoglia momento, senza perdere il senso della riflessione e tradirne l’importanza. Tuttavia, dopo la lettura del libro, si può notare come, in realtà, esso segua una climax ascendente, per la quale si parte dall’analisi delle relazioni nella società liquido-moderna del singolo individuo, proseguendo nella trattazione delle relazioni famigliari e infine della società, in un primo momento esplicandone le strutture e successivamente offerndo una lettura sociologica di alcuni problemi odierni. In ciascuno dei quattro capitoli vengono ripresi concetti fondamentali, quali: l’amore, la famiglia (rapporto di filiazione e affinità), il capitalismo, il consumismo, la globalizzazione, l’immigrazione e la teconologia, sviluppandoli in modo sempre più approfondito, cosicchè si riesce a cogliere l’ampiezza della descrizione fornita solo alla conclusione dell’opera.
L’analisi di Bauman riguarda la società liquido-moderna di appartienenza dell’ “uomo senza legami”, il quale ha perso la capacità di tessere relazioni significative e durevoli, poichè immerso in un mondo globalizzato ed estremamente veloce, nel quale per governare le leggi imposte dal cosumismo ha perso la capacità di instaurare relazioni e rapporti durevoli con l’altro uomo.
Noi siamo “l’uomo senza legami”, oggetto e soggetto del libro: ognuno di noi è un uomo che non è in grado di instaurare un rapporto durevole o una relazione significativa.
L’analisi di Bauman si conclude con questa riflessone e successiva domanda: Kant sosteneva che l’uomo e la società umana fossero paragonabili alla perfezione della sfera e che pertanto concluse le atrocità momentanee si sarebbe giunti ad uno stato perfetto di benevolenza ed ospitalità, oggi ciò non è ancora successo, anzi siamo più ficini ad uno stato di conflagrazone che di armonia; il nostro furuto come sarà:approderemo nella filantropia o nella distruzione?
La lettura di questo libro è molto importante, poichè permette di riflettere sulla nostra società in modo aproffondito, ma allo stesso tempo distaccato, permettendoci di porsi nuove domande, ottenendo anche anche molte spiegazioni e risposte sulle nostre dinamiche sociali."Amore Liquido" permette di capire come i nostri movimenti appaionano ed influiscano a livello globale e di comprendere alcunii problemi sociali più caldi del nostro tempo, in modo originale e per nulla scontato. Lo stile di Bauman è molto interessante, poichè non presenta mai il problema in modo semplice e immediato, ma guida il lettore nella riflessone attraverso citazioni, raginamenti e teorie cosicchè si colga il centro dell’argomentazione solo a discorso inoltrato.
-Fleur
sabato 4 novembre 2017
Felicità raggiunta - Eugenio Montale
Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.
mercoledì 1 novembre 2017
Thor Ragnarok
Thor Ragnarok
Regia:Taika Waititi
Cast: Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Cate Blanchett, Idris Elba, Tessa Thompson, Mark Ruffalo, Anthony Hopkins
Il terzo film della Marvel dedicato al dio del tuono si rivela assolutamente incredibile: in questo capitolo della serie, Thor si ritrova ad affronta e Hela, la dea della morte, personaggio magnificamente interpretato da Cate Blanchett che però, ammettiamolo, si sarebbe meritata qualche scena in più. Il film inizia, come sempre, con una battaglia e con lo smascheramento da parte di Thor di suo fratello Loki (il miglior personaggio della Marvel di sempre), il quale aveva preso le sembianze del padre Odino, re di Asgard. Poco dopo, in seguito ad alcune vicende che non voglio spoilerare, ma che includono un incontro alquanto particolare con dottor Strange, i due fratelli si ritrovano a dover affrontare Hela e finiscono su di un pianeta alquanto particolare, dove Thor viene catturato e venduto come gladiatore mentre Loki, scaltro come sempre, diventa amico dell'uomo più potente del pianeta. Durante la sua prima battaglia, Thor si ritrova come avversario niente meno che Hulk, altro membro degli Avengers prigioniero come lui; a questo punto la vera missione inizia ed un'improbabile squadra si ritrova a combattere contro Hela, che nel frattempo ha distrutto Asgard. Il film è pazzesco, non ci si annoia neanche per un secondo, la comicità è superiore rispetto ai film precedenti (meravigliosa la scena, che ricorda quella del primo film sugli Avengers, in cui Loki dice che Thor è suo fratello adottivo), i personaggi sono vivi e vibranti, ci sorprendono continuamente e si arriva alla fine con il fiato sospeso. Il personaggio di Thor, a mio parere, è migliorato rispetto ai film precedenti, è più umano poichè non ha più il suo martello e ho adorato il rapporto che ha con Loki, che, come ho già detto, reputo il miglior personaggio Marvel di sempre (senza contare che possiede la superba bellezza di Tom Hiddleston). Molto intrigante la dea della morte, con una storia alquanto particolare alle sue spalle, mozzafiato gli effetti speciali e la colonna sonora e poi lo scontro tra il dio del tuono e la dea della morte potrebbe essere un richiamo a "Frankenstein" di Mary Shelley, creatura formata da parti di cadaveri e quindi morta che prende vita grazie ad un fulmine. Comunque sia, "Thor Ragnarok" è uno dei film Marvel più riusciti, da vedere assolutamente.
-Lizzie
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