martedì 31 ottobre 2017

I monologhi della vagina

Tra i libri consigliati da Emma Watson sul suo club del libro "Our shared shelf" si trova anche "I monologhi della vagina" di Eve Ensler. L'autrice trascrive un adattamento dell'omonimo spettacolo teatrale , tenuto da lei, in cui racconta storie di donne e del loro rapporto con sessualità e con la propria vagina, rapporto spesso vissuto in maniera tragica, a causa delle difficoltà che tutte noi ci troviamo a vivere quando si tratta della nostra vagina poichè essa, nonostante sia l'origine della vita (perchè si da il caso che i bambini nascano proprio da lì) viene spesso considerata come un qualcosa di negativo, una cosa "sporca", di cui è meglio non parlare, una cosa che non viene quasi mai chiamata con il suo nome, anzi è la parte del nostro corpo a cui diamo più soprannomi in assoluto (dopotutto, nessuno si sognerebbe mai di chiamare il proprio braccio con un altro nome, mentre i casi in cui chiamiamo l'organo sessuale femminile con il suo nome sono davvero molto pochi). E spesso, proprio a causa della loro vagina, le donne vengono discriminate, picchiate, stuprate e addirittura considerate oggetti. Come nel caso delle "donne di conforto", verificatosi in Giappone durante la seconda guerra mondiale, quando numerosissime donne, alcune delle quali non avevano ancora neanche il ciclo, furono costrette a prostituirsi per i soldati che tornavano dalle campagne navali, donne che non venivano considerate per ciò che erano, ma solo per la loro vagina, donne che hanno subito ogni tipo di violenza, che a guerra finita sono tornate a casa e sono state riaccolte con durezza dalle loro famiglie a causa di ciò che erano state costrette a fare, donne che non hanno ancora ricevuto le scuse che si meriterebbero dal governo giapponese. Ma il libro non parla solo di queste donne, parla di molte altre che sono state stuprate, picchiate o che, a causa di un malinteso, si sono ritrovate in situazioni complicate, che hanno perso l'affetto della famiglia e la fiducia in loro stesse, senza riuscire a vivere una vita sessuale tranquilla. Ecco che cos'è "I monologhi della vagina": un libro difficileda leggere, ma indispensabile per comprendere meglio perchè abbiamo bisogno del femminismo e quanto possa essere difficile convivere con una vagina.
                                                                                                -Lizzie

lunedì 30 ottobre 2017

La frase della settimana

"Che cos'è la vita se non un sogno?"
                                       Lewis Carrol
                                                    -Lizzie

lunedì 23 ottobre 2017

La frase della settimana

" Come la profondità del mare che resta sempre immobile per quanto agitata ne sia la superficie"
-Winckelamnn


Fleur         

lunedì 16 ottobre 2017

La frase della settimana

"La mente può rendere il paradiso un inferno e l'inferno un paradiso"
                                                            John Milton
                                                                            -Lizzie

sabato 7 ottobre 2017

Il trionfo di Bacco e Arianna - Lorenzo il Magnifico


Quant’è bella giovinezza, 
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Quest’è Bacco e Arïanna,
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ’l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.

Queste ninfe anche hanno caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo
se non gente rozze e ingrate:
ora, insieme mescolate,
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio, è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altri poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siam, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c’ha a esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Cosa visitare a Praga

Praga, capitale della Repubblica Ceca, è una città piena di storia e di luoghi incantevoli che ti lasciano senza fiato, una città da visitare assolutamente perché passeggiando per le sue magnifiche vie si ha quasi l'impressione di tornare indietro nel tempo poiché si è circondati da edifici che appartengono al passato e mostrano la grandezza della città. Ovviamente una delle prime tappe da fare è la famosa piazza San Venceslao, la cui lunghezza può essere compresa solo percorrendola (credetemi), per poi passare alla città vecchia e all'orologio astronomico che, a mezzogiorno, mostra un magnifico ed inquietantissimo carillion che viene suonato dalla morte; naturalmente bisogna anche entrare nelle magnifiche chiese sparse nel centro, come quella di Santa Maria della neve ed ammirare la statua alquanto particolare di un uomo che cavalca un cavallo al contrario,collocata in un "passaggio" chiamato Lucerna. Bisogna poi salire sulla Torre delle Polveri, dalla quale si può ammirare Praga dall'alto e visitare il Castello di Praga, luogo dov'è avvenuta la famosa "defenestrazione" e quella che, personalmente, credo sia la chiesa più bella che io abbia mai visto: la cattedrale di San Vito, le cui vetrate vi lasceranno senza fiato. Non si può dire di essere stati a Praga se non si va sul meraviglioso Ponte Carlo, tanto famoso quanto caratteristico ed incantevole, e soprattutto è obbligatorio andare a Vysehrad, punto panoramico mozzafiato dove bisogna visitare assolutamente la chiesa di San Paolo e Pietro ed il cimitero di Slavìn, per poi scendere sul lungofiume e ammirare la famosa Casa Danzante (che, a mio parere, è carina,ma non può certo essere paragonata ad altri monumenti infinitamente più belli). Molto bello è il Museo d'arte moderna, ma temo che sia visitabile solo per le scuole ed immancabile è il quartiere ebraico, nel quale si trova un orologio molto particolare poiché gira al contrario, mentre, se avete l'occasione di andare fuori Praga, molto bello è il castello di Karlstejn; inoltre, essendo andate con la scuola (grazie ad uno scambio culturale, esperienza di cui vi parleremo in un altro articolo) abbiamo avuto la possibilità di "visitare" l'ospedale psichiatrico di Bohenice, luogo incredibile sotto molti punti di vista.
                                                                                                     -Lizzie

lunedì 2 ottobre 2017

Dunkirk

Dunkirk
Regista: Christopher Nolan
Cast: Fionn Whitehead, Mark Rylance, Cillian Murphy, Tom Hardy, Harry Styles, Kenneth Branagh, James D'Arcy, Aneurin Barnard, Jack Lowden

Sul fatto che Christopher Nolan sia uno dei migliori registi di sempre non ci sono dubbi, ma penso proprio che con "Dunkirk" si sia davvero superato perché quando sono uscita dal cinema ero senza parole. I film di guerra sono un genere che mi piace molto, ma devono essere fatti bene, soprattutto non amo quando mostrano troppo sangue e si, so bene che i campi di battaglia sono cosparsi di sangue ed interiora, ma sono fermamente convinta che un buon film sia in grado di esprimere la crudeltà della guerra senza dover mostrare tutto ciò ed è esattamente ciò che "Dunkirk" fa. Basato sulla storia vera del salvataggio, definito miracoloso, di una buona parte dell'esercito britannico imprigionato sulle spiagge di Dunkerque, in Francia, durante la seconda guerra mondiale, il film segue principalmente la storia di un giovane ragazzo, interpretato magnificamente dal giovane Fionn Whitehead, due aviatori, interpretati da Cillian Murphy e Tom Hardy, e del signor Dawson, un uomo comune che parte a bordo della sua barchetta, accompagnato dal figlio e da un altro ragazzo, verso la spiaggia di Dunkerque e che è interpretato da Mark Rylance; personaggi con un passato che non ci viene raccontato e che quindi possiamo giudicare solo in base alle loro azioni e alle loro scelte che avvengono durante questa prigionia. Naturalmente, come dimenticarlo, nel cast si trova anche Harry Styles, per il quale io nutro una profonda antipatia che, lo ammetto, mi ha fatto risultare ancora più sgradevole il suo personaggio. Comunque sia, la prima cosa che si nota guardando "Dunkirk" è il silenzio: non i soliti rumori violenti che caratterizzano i film di guerra (e che comunque figurano nelle scene degli attacchi), ma i lunghi silenzi resi possibili dalle poche battute presenti; eppure le emozioni ci sono e sono anche molto intense, che emergono soprattutto dall'incredibile bravura degli attori nell'esprimerle attraverso il corpo, i gesti, il viso, lo sguardo. "Dunkirk" è un film che arriva all'anima, un film che trasmette emozioni impossibili da spiegare, un film che bisogna vedere per poterlo capire davvero. Forse perché, più che guardarlo, è un film che va vissuto, reso vivo dalla bravura degli attori che recitano in silenzio e dal genio assoluto di Christopher Nolan. Pertanto è inutile dilungarci in chiacchere, correte a vederlo e diteci cosa ne pensate!
                                                                          -Lizzie

L'ora nostra - Umberto Saba

Sai un'ora del giorno che più bella
sia della sera? tanto
più bella e meno amata? È quella
che di poco i suoi sacri ozi precede;
l'ora che intensa è l'opera, e si vede
la gente mareggiare nelle strade;
sulle mole quadrate delle case
una luna sfumata, una che appena
discerni nell'aria serena.
È l'ora che lasciavi la campagna
per goderti la tua cara città,
dal golfo luminoso alla montagna
varia d'aspetti in sua bella unità;
l'ora che la mia vita in piena va
come un fiume al suo mare;
e il mio pensiero, il lesto camminare
della folla, gli artieri in cima all'alta
scala, il fanciullo che correndo salta
sul carro fragoroso, tutto appare
fermo nell'atto, tutto questo andare
ha una parvenza d'immobilità.
È l'ora grande, l'ora che accompagnameglio la nostra vendemmiante età.

La frase dela settimana










  
 "Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce"
Blaise Pascal

 -Fleur